Cent’anni di veleni: a Chieti la proiezione in antemprima del documentario VIDEO

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I Consiglieri regionali del Movimento 5 stelle, Sara Marcozzi e Domenico Pettinari, nel corso di una conferenza stampa, hanno annunciato che sabato 18 novembre ore 18,30, presso l’Auditorium Cianfarani di Chieti, si terrà l’Anteprima nazionale di “Cent’anni di veleni”.

 

“Il documentario – hanno spiegato i Consiglieri M5S – che racconta la storia del polo chimico di Bussi e del disastro che, al momento della scoperta, fu definito dai media “la più grande discarica tossica d’Europa”. Dopo la proiezione è previsto un dibattito con la scrittrice Gisella Orsini, autrice di Veleno nelle Gole, l’avvocato Isidoro Malandra e i portavoce M5S, i consiglieri regionali Sara Marcozzi e Domenico Pettinari, la senatrice Enza Blundo e il deputato Gianluca Vacca. Modererà l’incontro il giornalista Primo Di Nicola. “La scelta di girare un documentario su Bussi – hanno evidenziato Marcozzi e Pettinari – nasce dall’esigenza di raccontare una storia che ha avuto ripercussioni sull’intera regione e che ha colpito tutti gli abruzzesi.

 

Quello che è successo a Bussi rappresenta ancora un capitolo scuro per la nostra regione, sia dal punto di vista ambientale, ma anche dal punto di vista sociale e giudiziario. Vogliamo raccontare una storia che riguarda tutti noi e, allo stesso tempo, gettare le basi per riscrivere il futuro del territorio vessato dalla logica del profitto, in cui i cittadini per troppi anni, e forse ancora oggi, sono stati costretti a dover scegliere tra salute e lavoro. Una scelta che si traduce ancora nella proposta di reindustrializzazione per il sito con il miraggio di posti di lavoro. Il M5S ha un’altra visione: il sito di Bussi può e deve essere riqualificato secondo altre logiche”.

 

“Abbiamo esempi virtuosi in tutto il mondo di poli chimici ed industriali che sono diventati luoghi turistici destinati alla cultura o all’enogastronomia – hanno proseguito i Consiglieri – il paese di Bussi è situato in uno degli angoli più belli d’Abruzzo, il fiume Tirino, a monte del polo chimico, è uno dei più limpidi e belli d’Italia, meta di numerosi turisti. In questo contesto pensare una mera reindustrializzazione del polo chimico è una follia. Il futuro è bonifica e riconversione sostenibile. Il documentario contrappone le bellissime immagini dei luoghi, con la narrazione di un crimine contro la natura, che ha interessato un bacino di circa 700mila cittadini abruzzesi, ignari di ciò che stava accadendo. Il docufilm si snoda attraverso un filo conduttore che dalla denuncia di un disastro passa attraverso la narrazione della voglia di riscatto degli abruzzesi che chiedono giustizia. La popolazione del territorio, gli abruzzesi e l’intera regione, meritano altro. Ecco perché abbiamo pensato di guardare tutto con gli occhi di giovani studenti impegnati in studi di progettazione”. Inoltre è stato presentato Riscattiamo Bussi, il contest di idee che il M5S Abruzzo ha deciso di promuovere per la riconversione dell’intera area Sin di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara.

 

Così Marcozzi e Pettinari: “Abbiamo sempre creduto che gli abruzzesi non debbano subire le scelte della politica ma che debbano partecipare al processo decisionale . Ecco perché per la riconversione del sito vogliamo dar voce ai ragazzi che saranno gli uomini di domani di questa regione. Ci rivolgiamo a tutti gli studenti universitari in ambito progettuale, ai giovani ingegneri, architetti e geologi, per trasformare le loro idee in un progetto. Il progetto che sarà valutato migliore, da una commissione composta da 3 membri e voto on line, sarà premiato. Il primo premio sarà di 3.500 euro, il secondo di 1.000 euro e il terzo 500 euro saranno finanziati attingendo al fondo che i consiglieri regionali abruzzesi hanno accumulato con il taglio delle loro indennità”. “Siamo orgogliosi di istituire questo premio – hanno concluso i Consiglieri regionali –un piccolo incentivo che vogliamo rappresenti la spinta a ripensare il territorio in un’ ottica diversa, che guardi al futuro. L’Abruzzo è una regione con una potenzialità turistica unica in Italia. Purtroppo, le tenaglie con cui è stata ancorata al passato dalla gestione politica degli ultimi 30 anni non permettono agli abruzzesi di beneficiare a pieno della fortuna che hanno avuto abitando un territorio come questo. E bussi Officine ne è la prova. Vogliamo invertire la rotta ripensando il territorio in una logica di coesione tra diritto alla salute, tutela del paesaggio e turismo”.