Abruzzo, sottoscritto il protocollo sull’autismo. Ecco cosa prevede il progetto VIDEO

Un’iniziativa che punta a garantire un inserimento sociale non traumatico per chi è affetto da disturbi dello spettro autistico, così da migliorare la qualità di vita e ottimizzare gli obiettivi dei percorsi terapeutici-assistenziali nel quotidiano.

 

E’ l’obiettivo principale del protocollo d’intesa Autism Friendly Abruzzo, sottoscritto questa mattina dall’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, e dalla presidente dell’associazione Angsa Onlus, Alessandra Portinari.

Alla firma dell’accordo hanno partecipato anche Gemma Andreini, presidente della Commissione regionale Pari Opportunità e della Fidapa, oltre a rappresentanti del mondo della scuola e dell’assistenza.

Autism Friendly Abruzzo è un importante progetto di formazione e accoglienza realizzato dall’Angsa per rendere la vita delle persone con autismo e delle loro famiglie più semplice fuori dalle mura domestiche. L’obiettivo è quello di formare una rete tra gli enti pubblici, le imprese e le associazioni in grado di avere consapevolezza sull’autismo, offrendo l’opportunità a chi vorrà aderire di investire sulla formazione dei dipendenti, in seguito verrà garantito un set minimo di modalità e condizioni adatte all’accoglienza di persone autistiche diventando ufficialmente negozio, associazione o ente pubblico “Autism Friendly Abruzzo”.

 

Il progetto si articola principalmente in quattro fasi: una prima fase che vede la creazione di una rete di esercizi commerciali e luoghi privati o pubblici dove si adotteranno modalità e misure atte a favorire la fruizione e l’accoglienza delle persone con Disturbo Autistico; una seconda fase che prevede la realizzazione di un percorso formativo, a cura di Angsa Abruzzo Onlus, volto a dotare il personale di esercizi, servizi ed attività aderenti di un livello base di conoscenze sul comportamento da adottare nell’accoglienza e delle misure di adeguamento degli ambienti fisici; una terza fase che prevede, alla fine del percorso formativo, un kit (composto dal logo Autism Friendly Abruzzo da esporre fuori dall’attività, da un cartello con adesivo da esporre dentro all’attività, entrambi realizzati da Angsa Abruzzo, e da un vademecum formativo sui comportamenti corretti da seguire in caso di accoglienza di un soggetto autistico) da consegnare a tutte le attività aderenti al progetto in modo che questi possano esporlo nei propri esercizi ed essere riconoscibili come testimonianza di un’accoglienza consapevole e “preparata”. Infine, una quarta fase che prevede la creazione di una mappa speciale della regione Abruzzo che evidenzi e identifichi gli esercizi dove è possibile garantire un set minimo di modalità e condizioni favorenti l’accoglienza e la fruizione da parte di persone con autismo.

 

“Sono felice di essere stata chiamata a sottoscrivere questo patto – ha sottolineato l’assessore Verì – perché chi mi conosce, sa che per oltre 30 anni della mia vita professionale mi sono occupata di questa tematica e oggi, poter dare il mio contributo anche in veste istituzionale, mi rende davvero orgogliosa. Come Regione daremo tutto il nostro contributo per la riuscita e la prosecuzione di questo progetto, coinvolgendo soprattutto le Asl nelle loro articolazioni sia territoriali, che ospedaliera”.

Il riferimento è alla volontà di coinvolgere le aziende sanitarie in particolari percorsi agevolati riservati ai pazienti autistici, che potranno contare su una modalità di accoglienza più adeguata nel momento in cui si entrano in contatto con una struttura per sottoporsi a un esame diagnostico o a una semplice analisi del sangue.

Lo scorso 24 giugno, la giunta regionale, su proposta proprio dell’assessore Verì, ha approvato il nuovo Piano operativo regionale sui disturbi dello spettro autistico, che introduce alcune specifiche indicazioni: la definizione del fabbisogno di assistenza ambulatoriale, domiciliare, residenziale e semiresidenziale sul territorio, distinguendo l’offerta per garantire differenti livelli di intensità assistenziale dei trattamenti terapeutici, abilitativi/riabilitativi; la definizione dei requisiti strutturali, tecnologici, organizzativi e di accreditamento di idonee soluzioni residenziali e semiresidenziali, tenendo soprattutto conto della necessità di rispondere a logiche non istituzionalizzanti. Con questo Piano, la Regione – attraverso una rete di assistenza integrata e multidisciplinare – organizza i servizi rivolti alla diagnosi precoce, alla cura, alla abilitazione e riabilitazione dei disturbi dello spettro autistico, garantendo la continuità assistenziale tra i servizi per l’età evolutiva e quelli per l’autismo adulto. La rete integrata assicurerà inoltre una adeguata capillarità sui territori della regione, così da promuovere la collaborazione con le famiglie e il coinvolgimento degli istituti scolastici. In termini di valutazione della domanda di assistenza, dall’analisi dei dati trasmessi dalle Asl per il biennio 2017-2018, si evidenzia un incremento del 3.7 per cento dei casi in età evolutiva, passando dai 724 utenti del 2017, ai 751 del 2018.