Acqua Gran Sasso, Di Bonaventura: “Chiusura traforo? Tirate le orecchie a Strada dei Parchi” FOTO VIDEO

Approvato all’unanimità dall’Assemblea dei Sindaci il documento proposto dal presidente della Provincia, Diego Di Bonaventura. All’appuntamento di questa mattina, allargato alla partecipazione di Regione, Istituzioni, parti sociali e associazioni ambientaliste, hanno risposto in tanti con un’ampia condivisione sui contenuti del documento che ora verrà inviato ai cinque Ministeri interessati: Infrastrutture, Ambiente, Sanità, Sviluppo Economico, Ricerca e Università. Presente anche la Ruzzo Reti, con il presidente del CdA, Alessia Cognitti.

La Provincia, nel suo documento, anche sulla base degli elementi venuti alla luce con l’inchiesta della Procura di Teramo, degli esposti degli ambientalisti e dei lavori del tavolo regionale istituzionale di cui hanno fatto parte anche Strada dei Parchi e Istituto di Fisica Nucleare, fissa una serie di obiettivi. LEGGI QUI

“Devo dire grazie alle associazioni ambientaliste, grazie a loro oggi sappiamo di più di questa situazione – ha sottolineato questa mattina Diego Di Bonaventura, in alcuni momenti anche alzando il tono di voce – Per risolvere la questione tutti noi dovremo perdere qualcosa, perché è una problematica unica nel suo genere. Impermeabilizzare oggi una galleria è semplice, lo fanno in Austria, possiamo farlo anche noi. Non sopporto che Strada dei Parchi dica che chiuderà il traforo, io sono per la ricerca ma allora sospendiamo anche le attività dell’INFN, poi vedremo se da Roma arriveranno segnali tangibili verso la nostra situazione”. All’assemblea dei sindaci di questa mattina erano assenti alcuni amministratori.

Tanti gli interventi a partire dalle parti sociali che il presidente ha voluto che aprissero i lavori: il Forum H20, Augusto de Sanctis (nel video); dall’Osservatorio Indipendente sulle acque, Massimo Fraticelli, il segretario della Cgil, Giovanni Di Timoteo; presente anche il segretario provinciale della Cisl, Fabio Benitendi. A spiegare la posizione della Regione Abruzzo il vicepresidente Emanuele Imprudente. Tre giorni fa la Giunta regionale ha approvato una delibera con la quale si chiede al Governo l’accertamento della condizione di emergenza connessa alle criticità relative alle interconnesioni e la nomina di un Commissario straordinario incaricato della definizione dei progetti e della realizzazione degli interventi strutturali di completa messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso. Sono intervenuti, oltre ai Sindaci,  i parlamentari dei Movimento 5 Stelle, Antonio Zennaro e Fabio Berardini; Stefania Pezzopane (Pd). In sala il sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale, Umberto De Annuntiis e i consiglieri regionali Marco Cipolletti, Dino Pepe (che ha illustrato le proposte del gruppo consiliare regionale del PD presentate ieri in conferenza stampa) Sandro Mariani, Pietro Quaresimale, Emiliano Di Matteo, il presidente del Parco Gran Sasso-Laga Tommaso Navarra, oltre ai delegati delle Prefetture di Teramo e L’Aquila (Giovanni Todini e Roberta Di Silvestre).

L’INTERVENTO DI PEPE. Il Consigliere e Vice Capogruppo Regionale del Pd, Dino Pepe, ha posto fortemente l’accento sulla necessità di poter avere tempi e dati certi da comunicare a tutti i teramani che, ovviamente, vivono con preoccupazione questa vicenda.“Evitare la chiusura del traforo è una battaglia di tutti – ha esordito Pepe – chiediamo quindi un impegno forte e concreto ai nostri rappresentanti parlamentari e al governo regionale, al quale come minoranza siamo pronti a dare sostegno, affinché non si arrivi, il prossimo 19 maggio, alla chiusura del traforo del Gran Sasso: questa sarebbe un’autentica sciagura per un territorio che ha già dovuto fare i conti con il terremoto, con diverse calamità naturali e non solo, tutto questo per giunta alle porte della stagione turistica estiva dove potrebbe causare gravissimi danni ad un settore trainante per l’economia della nostra provincia”. “Sulla questione dell’acquifero la precedente Giunta ha fatto un’istruttoria importante, richiamata anche dall’attuale Giunta, che ci ha permesso di stabilire come occorrano circa 172 milioni di euro per mettere in sicurezza l’acquifero, per gli interventi sulla struttura, sulle acque e sui laboratori dell’Infn – ha proseguito il Consigliere e Vice Capogruppo Regionale del Pd – è evidente che il Governo debba mettere in campo queste risorse e noi tutti, comuni, Provincia, Regione e parlamentari abruzzesi dovremo chiederlo a gran voce. C’è la necessità di avere la certezza di questi fondi per mettere in sicurezza il complesso sistema del Gran Sasso”. Pepe ha infine accolto con soddisfazione le parole del Presidente del Ruzzo sulla bontà delle nostre acque. “E’ giusto rassicurare i nostri concittadini su questo delicato e sentito tema, l’acqua è un bene fondamentale e proprio per questo ieri le forze del centrosinistra in Regione hanno chiesto un Consiglio straordinario su questo tema, e non solo, che interessa direttamente due provincie, Teramo e L’Aquila, ma riguarda tutta la comunità regionale. Ci aspettiamo, quanto prima, una discussione approfondita e seria su questa delicata tematica”.

MOBILITAZIONE ACQUA GRAN SASSO. “La Mobilitazione per l’Acqua del Gran Sasso valuta positivamente l’iniziativa della Provincia di Teramo che ha approvato all’unanimità sia nel consiglio provinciale di ieri che nell’assemblea dei sindaci di stamattina una deliberazione che in due pagine e mezza non solo fa il punto delle criticità ma individua in 10 punti un percorso chiaro per risolverle. Riteniamo che la delibera costituisca un punto di riferimento per gli ulteriori passi necessari per risolvere una volta per tutte la problematica del sistema Gran Sasso. Del dibattito di stamattina, in cui hanno preso parola, oltre al presidente della Provincia Di Bonaventura e l’assessore Imprudente, anche sindaci, associazioni, sindacati, consiglieri regionali e parlamentari, la Mobilitazione ha particolarmente apprezzato: la posizione praticamente unanime circa la strumentalità della posizione di Strada dei Parchi sulla chiusura dei tunnel; la necessità di costante coinvolgimento dei cittadini nel percorso di messa in sicurezza dell’acquifero; l’urgenza di allontanare le 2.300 tonnellate di sostanze chimiche pericolose; di non derogare alle norme, come l’art.94, poste a tutela della salute e dell’acqua in particolare. Ora auspichiamo che la direzione indicata dalla comunità teramana sia seguita senza indugio a tutti i livelli, dalla regione al Governo passando per tutti gli enti e istituzioni”.

D’ALBERTO. “Il problema reale – ha sottolineato il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto nel suo intervento – è quello di trovare le risorse. E perciò si deve partire da un provvedimento di natura legislativa: ci sono le condizioni per un Decreto Legge, visto che parliamo di emergenza e di straordinaria necessità. E non cediamo – ha aggiunto – sull’art. 94 relativo alla disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 ‘Norme in materia ambientale. I sindaci sono anche pronti alla mobilitazione”.