Ciclovia Adriatica, Fiab: ‘molte criticità da risolvere in Abruzzo’

Nell’imminenza dell’inaugurazione della Via Verde della Costa Teatina, ciclovia realizzata sul sedime dell’ex tracciato ferroviario e inserita nel più vasto tratto abruzzese della Ciclovia Adriatica, la FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, per tramite del Coordinamento Interregionale Abruzzo e Molise, evidenzia le diverse criticità che interessano i tratti già realizzati.

L’apertura del tratto teatino della Ciclovia Adriatica rischia di mettere in luce le molte criticità che interessano il tratto teramano e pescarese del percorso ciclabile, primo tra tutti la mancanza dei collegamenti fluviali, tra i quali quello del fiume Vomano, dove i lavori per il ponte in legno sono fermi da mesi, nonostante dovessero terminare oltre un anno fa.

“La Ciclovia Adriatica è stata inserita nella Rete delle Ciclovie Turistiche Nazionali (http://www.mit.gov.it/node/5383) e, a breve, arriveranno nuovi finanziamenti per completare il percorso ciclabile da Venezia al Gargano – evidenzia Gianni Di Francesco, coordinatore Abruzzo e Molise della FIAB – In Abruzzo, pur essendo avanti con la realizzazione del percorso, scontiamo alcune problematiche dovute alla vetustà delle opere già realizzate e all’inadeguatezza di molte di queste, anche in funzione del crescente traffico ciclistico”.

“Ad esempio – sottolinea il coordinatore FIAB – i ponti e le opere in legno, realizzate molti anni fa, mostrano evidenti segni di degrado (tratto di Tortoreto, zona sud, e ponte sul Tordino), e nonostante alcuni siano stati ricostruiti integralmente o pesantemente ristrutturati (vedasi il ponte sul Vibrata e quello sul Salinello), altri hanno necessità di interventi importanti. Mancano, inoltre, altri ponti, prima di tutto quello del Vomano, i cui lavori sono fermi da mesi, o quello del Tronto, di collegamento tra Marche e Abruzzo, necessari per la continuità del percorso che, non dimentichiamolo, ha rilevanza strategica nazionale”.

“Ci auguriamo – conclude Di Francesco – che la Regione Abruzzo e gli enti locali abruzzesi, mettano in campo adeguate progettualità per migliorare i tratti esistenti, eliminando in primis la promiscuità con la mobilità pedonale, allargando le corsie della ciclabile, correggendo le intersezioni e i cambi di direzione pericolosi, integrando la mobilità ciclistica con il contesto urbanistico. I territori attraversati, inoltre, per essere accoglienti per turisti e residenti che vogliano usare la bicicletta, anche per spostarsi in città, devono dotarsi di infrastrutture diffuse e servizi per la mobilità ciclistica, non limitandosi al percorso costiero”.

Diverse sono le azioni da mettere in campo per la FIAB: Elaborazione di Biciplan per i Comuni attraversati dalla Ciclovia; Manutenzione costante del percorso, in particolare delle opere più facilmente deperibili (attraversamenti e parapetti in legno, fondo, ecc.); Completamento tratti mancanti (attraversamenti fluviali); Eliminazione promiscuità con mobilità pedonale e messa a norma percorsi (DM 557/99, LR 8/2013, L 2/2018, Codice della strada e regolamento); Azioni e politiche per la mobilità ciclistica (mobility manager, ufficio biciclette, spostamenti casa/scuola – casa/lavoro in bici, ecc.); Parcheggi diffusi per biciclette (rastrelliere antifuntro, velostazioni), in particolare nei punti di maggiore interesse civico (scuole, uffici, centri commerciali, stazioni bus e treno, ecc.); Intermodalità bici – treno – bus – nave; Promozione territoriale pro ciclabilità.

“I fondi, è certo, arriveranno. Si spera che le amministrazioni siano pronte a spenderli nel modo giusto e non, come avvenuto finora, per singoli progetti affidati ad ogni Comune, ma con una visione complessiva del percorso”, conclude Di Francesco.