Decennale del sisma, modifica dello statuto e trasporto pubblico: i lavori del consiglio regionale

La seduta odierna dell’Assemblea regionale si è aperta con la commemorazione per il decennale del sisma del 6 aprile 2009 nel corso della quale sono state ripercorse le tappe dell’emergenza a L’Aquila nell’immediate ore successive al terremoto.

 

Nell’occasione il Presidente della Giunta Marco Marsilio, il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e il vice Presidente del Consiglio regionale Roberto Santangelo hanno consegnato i riconoscimenti ufficiali a Guido Bertolaso, Gianni Chiodi e Massimo Cialente per il ruolo svolto in occasione del terremoto cha colpito duramente il territorio e il popolo del capoluogo abruzzese.

 

Successivamente sono state discusse le interrogazioni e interpellanze sullo stato dei conti della sanità abruzzese e sull’ipotesi di passaggio dei porti di Ortona e Pescara all’Autorità portuale del Mar Tirreno centrosettentrionale. Dopo la convalida dei Consiglieri eletti nell’undicesima Legislatura, l’Assemblea ha approvato l’istituzione di una Commissione speciale per l’attuazione e le modifiche dello Statuto relativamente alle modifiche alla legge elettorale e per lo studio del regionalismo differenziato.

 

Approvato a maggioranza il progetto di legge sul trasporto pubblico che proroga il termine di validità delle concessioni dei servizi di trasporto pubblico locale, al 30 giugno 2019, sulla direttrice Giulianova – Teramo – L’Aquila – Roma. Infine, è stata rinviata la discussione sulle disposizioni in materia di contenimento dei costi della politica, in riferimento al Testo unico delle Norme sul trattamento economico spettante ai consiglieri regionali e sulle spese generali di funzionamento dei gruppi consiliari, in quanto proprio domani la questione verrà affrontata nel corso della seduta della Conferenza Stato – Regioni. La norma riguarda essenzialmente i Consiglieri regionali eletti nelle passate legislature poiché il vitalizio in Abruzzo è stato abrogato nel 2011.

 

Silvio Paolucci. Sono molto soddisfatto che, finalmente, si sia fatta definitiva chiarezza sulle fandonie raccontate da Febbo durante la passata legislatura.

Finalmente anche nel massimo Consesso abruzzese sono state smascherate le innumerevoli inesattezze propagate da Febbo sui conti della sanità abruzzese. Una smentita che arriva direttamente per voce del neo Assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, che grazie all’interrogazione proposta dallo scrivente ha messo finalmente un punto fermo sulle balle raccontate ai cittadini da taluni personaggi che dai banchi dell’allora opposizione raccontavano di una fantomatica voragine sul bilancio sanitario, che, ovviamente, non esiste.
Se l’Assessore Febbo per orgoglio non vuole chiedere scusa a chi scrive, lo faccia almeno nei confronti degli abruzzesi a cui ha raccontato per anni cose del tutto distanti dalla realtà dei fatti, come oggi il suo collega di maggioranza ha chiarito. Da oggi la responsabilità dei conti è finalmente del Presidente Marsilio e della sua Giunta e partono dal l’eredità di un equilibrio dichiarato.

Anche sul tema della ZES l’Assessore Febbo ha smentito se stesso e la sua maggioranza, sia rispetto a quando sosteneva in modo assurdo che l’Abruzzo dovesse associarsi con Taranto, ma anche quando lo stesso Presidente Marsilio in occasione della discorso programmatico annunciò la volontà del nuovo esecutivo di modificare le scelte già avallate dal Ministero circa la costituzione della Zes per la quale siamo secondi subito dopo la Campania. Nella risposta all’interpellanza, infatti, la nuova Giunta conferma quanto da noi in precedenza sostenuto ed approvato, come la scelta di associarsi con Ancora sul tema legato alla ZES e di lavorare, contestualmente, sulla strategia della trasversalità con Civitavecchia.
Infine, desta particolare preoccupazione l’inerzia rispetto alla quale stanno gestendo il dossier riferito al riconoscimento del corridoio Barcellona-Civitavecchia- Pescara-Ortona-Ploce. Sono trascorsi già 60 giorni, ma ancora non si hanno notizie di atti ed interlocuzioni avviate presso la Commissione Europea o il Governo circa gli intendimenti e le iniziative adottate su questo specifico iter per il quale la Giunta Regionale si è particolarmente battuto ottenendo parziale modifica al d.lgs. sulle Autorità Portuali.

 

Giovanni Legnini.

Nel corso della seduta odierna del Consiglio Regionale, si è svolta la discussione sulla ricorrenza del decennale del terremoto. Nel suo intervento Giovanni Legnini ha sottolineato come la Regione non può continuare ad essere spettatrice di un’impresa di portata storica, tanto più ora che la ricostruzione è in fase avanzata.

A 10 anni dal terremoto dell’Aquila, siamo in presenza”, ha evidenziato Legnini, “di un grave rischio e di due straordinarie opportunità: il rischio è quello di una drastica riduzione dell’attenzione e delle volontà  dei poteri statali.

Ne sono esempio le vicende relative ai 10 milioni occorrenti al Comune dell’Aquila per coprire le minori entrate e le maggiori spese nonché al paventato rischio di taglio di 65 milioni delle risorse già stanziate.”

Legnini ha evidenziato come le ingenti risorse ottenute tra il 2013 e il 2014, quando era componente del Governo e poi delegato alla ricostruzione, esaurite  tra il 2020 e il 2021; sarà allora necessaria una decisione sul rifinanziamento che – rimarca Legnini – “non potrà che essere pluriennale, per poter garantire la programmazione degli ulteriori interventi che saranno certamente necessari”.

L’opportunità che occorre invece cogliere sono quelle di vincere la sfida del completamento della ricostruzione entro un tempo ragionevole, restituendo alla collettività un patrimonio edilizio sicuro, efficiente e di assoluto pregio, come quello del centro storico dell’Aquila e di tutti i borghi del cratere.

La seconda opportunità è di avviare la programmazione e le scelte di sviluppo della città capoluogo e dei territori del cratere. L’Aquila ha già compiuto scelte importanti che vanno  preservate e completate. Sul resto del cratere si tratta di decidere qual è la direzione dello sviluppo da intraprendere”.

Legnini ha concluso il suo intervento ricordando che “non può che essere l’istituzione regionale a proporsi quale soggetto attivo di programmazione e promozione del futuro di questi preziosi territori, in bilico tra rischi di irreversibile spopolamento e nuove possibilità di sviluppo. Abbiamo il dovere di garantire la ricostruzione completa, insieme a quella post-sisma del 2017, e dare una prospettiva a tutti i territori colpiti”.

Per questo è necessario che il Consiglio regionale si munisca di uno strumento di monitoraggio ed eserciti i suoi poteri di indirizzo per garantire il completamento della ricostruzione e la definizione delle scelte di indirizzo sulla vita e lo sviluppo di tutti i territori”.