Mercatone Uno, il sit-in dei lavoratori. Pd: la Regione si attivi subito

“È inaccettabile – aggiungono – che stamattina non fosse presente alla riunione con i sindacati neanche un esponente politico della giunta Marsilio e lo è altrettanto che i lavoratori paghino dissidi interni alla giunta, in particolare quelli fra Fioretti e Febbo.

 

È inaccettabile che, dopo l’incontro del 5 giugno fra l’assessore Febbo e i lavoratori di Mercatone Uno, neanche una delle proposte di sostegno presentate dai rappresentanti sindacali siano state accolte. Ed è inaccettabile che il tavolo nazionale del ministro Di Maio, stessa compagine governativa della Regione Abruzzo, non abbia ancora prodotto un solo atto utile a tutelare i lavoratori.

Ricordiamo che in Abruzzo la crisi di Mercatone Uno vede coinvolti 108 dipendenti, per un totale di tre punti vendita e coloro residenti nelle province di Teramo e Pescara, al contrario di Chieti, non hanno ricevuto ancora il Tfr, un loro diritto, che gli permetterebbe di tirare una boccata di ossigeno. Detto ciò, ad oggi la Regione non si attivata presso i Comuni, le banche e gli istituti di formazione per porre argine al dramma che stanno vivendo queste famiglie. Le richieste dei sindacati erano semplici, e le procedure per attivarle sono già state messe in campo in altre Regioni: contributi per il pagamento degli affitti, dei ticket, delle utenze domestiche e dei libri di testo, sospensione del pagamento dei tributi comunali, blocco della Tari, dei mutui e degli interessi legati ai mutui, ma anche l’attivazione di ricorsi di formazione, che permetterebbero ai lavoratori di riqualificarsi e di potersi immettere nuovamente nel mercato del lavoro con celerità.

 

Nulla di tutto ciò è stato fatto e oggi non era presente nessun esponente dell’amministrazione Marsilio a spiegare il perché di questo lassismo. Quindi, oggi ci uniamo al grido dei sindacati, e chiediamo alla Regione di dare subito risposte certe, attraverso le procedure che riterrà più veloci e opportune, ai lavoratori. Tutto ciò deve avvenire prima della fine del mese, se non vogliamo che una situazione già drammatica precipiti e non ci sia più tempo per tutelare questi cittadini.

A tal proposito, e con l’obiettivo che nessuno si debba più trovare a vivere una situazione così difficile a seguito della perdita del lavoro, come Pd, insieme ai gruppi del centrosinistra, stiamo presentando una proposta di legge, in modo da normare con un testo unico le politiche a sostegno delle crisi industriali e le politiche attive per il reinserimento nel mondo del lavoro. Cosa prevede la legge? L’erogazione di misure a carattere straordinario e transitorio a sostegno di quelle famiglie che, a seguito di una crisi aziendale, si trovano in condizioni di vulnerabilità e difficoltà economica. Immaginiamo un contributo, da concedere nel periodo che precede l’avvio degli ammortizzatori sociali, da erogare sulla base della valutazione dell’effettiva situazione economica e dei bisogni delle famiglie stesse, per aiutarli nei pagamenti urgenti come l’affitto, le utenze domestiche, l’acquisto di beni di prima necessità e spese mediche. Un intervento concreto, in sostanza, a sostegno del reddito, da attuare grazie alla collaborazione dei Comuni di residenza dei lavoratori coinvolti.

 

D’altra parte, essendo disposizioni transitorie, gli oneri sono relativamente contenuti. Vogliamo solo ricordare che questa maggioranza per provvedimenti spot, come le celebrazioni di Fiume e il Comune di Trasacco, ha già reperito risorse che sarebbero sufficienti a dare le prime risposte per l’anno 2019 ai lavoratori”.