Traforo del Gran Sasso: i due documenti votati in consiglio regionale

Il Consiglio regionale straordinario convocato questa mattina a Palazzo dell’Emiciclo per discutere dell’emergenza “Gran Sasso” si è concluso con la messa in votazione di due distinti documenti politici.

 

Il primo documento, presentato dal centro-destra, è stato approvato a maggioranza e impegna il Presidente della Giunta regionale e tutti gli organi regionali competenti a: sollecitare il Governo in merito all’accertamento della condizione di emergenza connessa alle criticità relative alle interconnessioni tra il traforo autostradale del Gran Sasso, i Laboratori dell’INFN, le captazioni ad oso potabile e, più in generale, l’acquifero del Gran Sasso; richiedere al Governo che la nomina di un Commissario Straordinario, sulla quale il Ministero delle Infrastrutture si è già pronunciato positivamente, preveda l’incarico di definizione dei progetti e realizzazione degli interventi strutturali di completa messa in sicurezza del sistema idrico, con la gestione unitaria del “sistema Gran Sasso”.

 

Richiedere al Governo che la nomina del Commissario Straordinario sia contestuale ad un adeguato stanziamento di risorse;  richiedere al Governo e, in particolare, al Ministero delle Infrastrutture e alla Società concessionaria Strada dei Parchi ogni misura atta a scongiurare la chiusura della galleria del Gran Sasso, anche attivandosi autonomamente per quanto di competenza; richiedere al Governo ed al competente Ministero dell’Ambiente di voler definire, con una normativa ad hoc, il tema dell’applicabilità dell’articolo 94 del Decreto legislativo 152/2006 alla specificità del sistema di captazione di acque destinate al consumo umano dal sistema idrico del Gran Sasso; confermare e aggiornare il rispetto del Protocollo d’Intesa stipulato il 07/09/2017.

 

Continuare a garantire nelle modalità più idonee forme di trasparenza e partecipazione a tutti i portatori di interesse coinvolti nella definizione delle iniziative e misure necessarie per le attività di informazione, prevenzione dei rischi, monitoraggi, stati di avanzamento e definizione di procedimenti connessi, tramite il coinvolgimento e la condivisione con tutti i referenti rappresentativi delle istanze del territorio, tramite redazione di apposite note informative e pubblicazione tempestiva sul sito della regione Abruzzo avendo cura di evitare la frammentazione nella divulgazione delle informazioni che ha caratterizzato gli episodi di sversamenti citati, aspetto che più di tutti ha contribuito a creare allarme nella popolazione.

 

Il documento presentato dalle forze politiche di centro-sinistra è stato respinto. Il provvedimento impegnava il Presidente della Giunta regionale a: “Sulla scorta delle conclusioni della Commissione tecnica e delle indicazioni contenute nella delibera di G.R. n. 33 del 25.01.2019 e ribaditi nella delibera di G.R n. 220 del 29.4.2019, stante l’inderogabilità e l’urgenza dell’esecuzione degli interventi individuati e dell’impossibilità di provvedervi con le risorse proprie degli enti titolari delle infrastrutture e delle funzioni che compongono il sistema del Gran Sasso, a richiedere al Governo di provvedere con assoluta urgenza a finanziare, con uno specifico provvedimento legislativo, gli interventi individuati con risorse  straordinarie a carico del Bilancio dello Stato, stimati in Euro 172 Milioni”; “In considerazione del positivo andamento delle attività di prevenzione del rischio a tutela della qualità delle acque del sistema idrico contemplate nel Protocollo di intesa del 7.9.2017, a provvedere all’aggiornamento e rinnovo della sua operatività almeno fino alla conclusione degli interventi  necessari per il definitivo superamento delle criticità rilevate; a provvedere altresì a garantire forme di partecipazione costante dei Sindaci interessati, delle associazioni datoriali e sindacali e delle associazioni aventi come finalità la tutela dell’ambiente e della salubrità dell’acqua, individuando i criteri di rappresentatività sulla base degli esiti del confronto svoltosi in Seconda Commissione consiliare del 10 luglio 2018”; “Provvedere a specificare che la nomina del Commissario, da ultimo richiesta con delibera di Giunta regionale del 29/4/2019, è  da intendersi formulata ai sensi dell’art. 4 del  decreto legge n. 32 del 18 aprile 2019 e che pertanto, salvo i poteri esecutivi ed operativi che saranno attribuiti al nominando commissario straordinario, permangono in capo a ciascuno dei soggetti pubblici le competenze e gli obblighi previsti a legislazione vigente; conseguentemente, a prevedere  che il Presidente della Giunta Regionale, avvalendosi delle strutture regionali, provveda a garantire l’individuazione delle modalità di coordinamento e verifica degli interventi e delle iniziative che saranno intraprese  e progettate dai soggetti pubblici titolari delle diverse funzioni pubbliche coinvolte, riconvocando ove necessario  il Gruppo di lavoro costituito da tutti gli enti a vario titolo coinvolti nella gestione del sistema idrico del Gran Sasso, e richiedendo ai Ministeri competenti (MIT, Ministero per l’Ambiente, MIUR)  di individuare congiuntamente speciali forme  di coordinamento”; “Richiedere che sia individuato quale Commissario il Presidente della Giunta regionale, al fine di garantire il necessario coordinamento delle attività, la verifica degli interventi e delle iniziative sopra indicate;” “Provvedere ad individuare le iniziative  necessarie per garantire  la più efficace informazione e partecipazione di cittadini e imprese, con particolare riguardo  alle attività di prevenzione dei rischi, di monitoraggio della qualità delle acque ed early warning,  attività e avanzamento degli interventi previsti dagli enti competenti alla tutela e controllo e dai soggetti insistenti sull’acquifero”.

 

“Richiedere al Ministero delle Infrastrutture e alla concessionaria Strada dei Parchi, ciascuno per quanto di competenza, di revocare la decisione di chiusura  del tunnel del Gran Sasso sull’autostrada A24  comunicata in data 5/4/2019 con nota SDP 5958/2019”; “Inviare il testo della presente deliberazione consiliare al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca e al Ministro dell’Ambiente ed a tutti i soggetti individuati nel protocollo di intesa del 7.9.2017.”

 

Giovanni Legnini. Le proposte dell’opposizione di centrosinistra miravano a definire una posizione di forza dell’istituzione regionale, ma la maggioranza di centrodestra ha scelto di non assumersi alcuna responsabilità, mentre il gruppo dei 5Stelle ha sostenuto che va tutto bene perché “ci pensa Toninelli”.
Il documento dell’opposizione, che ha manifestato la massima disponibilità a giungere ad una soluzione unitaria, chiedeva infatti che fosse la Regione a coordinare le attività e gli interventi da assumere con urgenza per garantire la sicurezza dell’acqua, della salute, dell’ambiente, dei trasporti, della ricerca scientifica, e che si proponesse al Governo di nominare Commissario straordinario per l’esecuzione degli interventi il Presidente della Giunta. Un’occasione persa per presentarsi forte di una posizione unitaria al confronto con il Governo per affrontare il finanziamento e la rapida realizzazione degli interventi necessari per la messa in sicurezza dell’acquifero. La scongiurata chiusura del traforo, che non doveva e non poteva comunque essere disposta, non è certo risolutiva di un’emergenza la cui soluzione richiederà molte risorse e un impegno costante di tutte le istituzioni coinvolte.
L’importante lavoro svolto nei due anni scorsi dal Vicepresidente Lolli, riconosciuto anche dalla maggioranza, e che ha consentito di far emergere le criticità del sistema Gran Sasso, va proseguito con il metodo e l’impostazione che avevano finalmente consentito di individuare, con il concorso della Commissione Tecnica e la partecipazione di tutte le istituzioni coinvolte, le soluzioni che dovranno essere attuate, oltre che di aprire un percorso di trasparenza e partecipazione nei confronti dei cittadini e delle associazioni.

La maggioranza ha scelto di affidarsi invece alle sole decisioni di Roma e alla nomina di un Commissario dai poteri indefiniti, nonostante la precedente gestione commissariale non abbia risolto i problemi e sia stata caratterizzata da molte opacità.
Molti timori suscita anche il passaggio del documento approvato dalla maggioranza dove si richiedono deroghe alla normativa di tutela ambientale, senza precisare i limiti e il contesto di azione di un Commissario di cui pure si sollecita la nomina.

 

Sara Marcozzi. “La scelta del Movimento 5 Stelle di astenersi dal votare qualsiasi documento in merito alla questione Gran Sasso è molto semplice: il Consiglio Regionale sta chiedendo al Governo di occuparsi di un problema di cui si sta già occupando. Ieri sera, al termine di una riunione, sia il Ministero dei Trasporti che Strada dei Parchi hanno rilasciato dichiarazioni che vanno nella direzione da tutti sperata. È stata scongiurata la chiusura del tratto autostradale dell’A24. Inoltre si sta già lavorando per salvaguardare sia la salubrità dell’acqua che il lavoro di un istituto di ricerca, l’INFN, del quale non possiamo fare a meno”.

 

Ad affermarlo è il capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi, che continua: “Dopo sedici anni in cui si sono alternati, sia a livello regionale che a livello nazionale, governi di centro destra e centro sinistra che nulla hanno fatto in merito, finalmente abbiamo un Esecutivo che ci mette la faccia, deposita atti e trova soluzioni. Già nelle settimane scorse il Sottosegretario Gianluca Vacca ha ripetuto più volte la sua volontà di istituire un tavolo di coordinamento tra i ministeri, gli enti locali, e le associazioni del territorio coinvolte nella vicenda. Non solo. Il Movimento 5 Stelle si è occupato direttamente anche della questione commissariamento, depositando alla Camera dei Deputati un emendamento al Decreto Sblocca Cantieri che istituisce la figura di un Commissario, che avrà i poteri necessari per risolvere i problemi di inquinamento e messa in sicurezza. A me non interessa entrare nel merito della scelta del nome del commissario. Può essere nominato anche il Presidente Marsilio. Quello che conta è che faccia rispettare le leggi, svolgendo il suo compito in maniera pragmatica ed efficace”.

 

“Per questo – conclude – il Consiglio Regionale Straordinario odierno è stato superato dal lavoro dei Ministri del Movimento 5 Stelle, che avevano preso in carico il problema ben prima delle richieste del centro sinistra abruzzese, trovando una soluzione a difesa degli interessi dei cittadini”.

 

Marco Marsilio. “Sul commissariamento sono alto e grosso e con le spalle larghe, non mi sottraggo ma non impongo nulla al governo”. Così il presidente della Giunta abruzzese, Marco Marsilio sulla ipotesi di nomina a commissario governativo per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso, questione che ha portato all’annuncio di chiusura del traforo del Gran Sasso da parte della concessionaria Strada dei Parchi Spa dalla mezzanotte del 19 maggio prossimo.

 

Marsilio, nel corso del suo intervento della seduta straordinaria del consiglio regionale sull’emergenza dell’acquifero e viabilità Gran sasso, ha ricordato che è già vice commissario per la ricostruzione del secondo cratere sismico, commissario per il dissesto idrogeologico e capo della protezione civile. “Ringraziamo il governo nazionale per l’interessamento concreto, l’emendamento va comunque rafforzato con risorse certe, la problematica deve essere risolta preservando la salute degli abruzzesi con la messa in sicurezza delle acque ma salvaguardando anche la viabilità e la ricerca”.