San Valentino amaro per gli utenti europei di Facebook

Ha mancato l’appuntamento con San Valentino, il lancio in Europa della nuova creatura di Zuckerberg: Facebook Dating. I motivi del rinvio sono legati a privacy e sicurezza.

Il servizio è stato lanciato lo scorso settembre negli Stati Uniti. A frenarne l’avvio in Europa, tuttavia, è stato il garante della privacy irlandese, Data Protection Commission (DPC).

La sezione di Facebook pensata per far incontrare potenziali amanti, che consente di individuare persone con i nostri stessi interessi, per poi fissare un appuntamento — facendo così concorrenza a Tinder — è disponibile in 20 Paesi. In Europa, dove l’attenzione alla privacy è più alta che altrove, soprattutto dall’entrata in vigore del Gdpr (Regolamento europeo per la protezione dei dati 679/16) facebook dating ha incontrato le resistenze della DPC. L’agenzia ha sollevato preoccupazioni in merito alla protezione dei dati dell’utente portando la società di Menlo Park a rinviare l’introduzione del nuovo servizio nel Vecchio Continente a data da destinarsi. La DPC ha giudicato tardiva la comunicazione formale inviata da Facebook Irlanda il 3 febbraio in vista del lancio previsto per il 13 febbraio. Per l’agenzia, inoltre, la comunicazione non sarebbe corredata da sufficienti informazioni e documentazione a proposito dello sfruttamento e della protezione delle informazioni degli utenti.

Dal canto suo, Facebook fa sapere di aver condiviso con la DPC le informazioni sulla tutela della privacy prima della partenza del nuovo servizio. Ad ogni modo, il colosso di Zuckerberg ha preferito posticipare il lancio e prendersi più tempo affinché il prodotto sia pronto per il mercato europeo.

È evidente che in Europa, grazie al citato Regolamento europeo, sono maggiori le garanzie poste a tutela del trattamento dei dati, in particolare in un settore, quello del dating, caratterizzato da un alto livello di profilazione. Facebook,  potrebbe essere già in possesso di dati sensibili, come quelli sulle preferenze sessuali, ma al momento l’inserimento da parte dell’utente è facoltativo. Bisogna capire come queste informazioni delicate vengono sfruttate (il trattamento di categorie particolari di dati personali è regolato dall’articolo 9 del Gdpr,) e come vengono protette.

Dall’entrata in vigore del Gdpr è la prima volta che il debutto di un prodotto viene posticipato per evitare i reprimenda dell’Autorità garante di un paese europeo. In passato — si pensi allo scambio di dati fra Facebook e Whatsapp — prima venivano messi a disposizione degli utenti nuovi prodotti o integrazioni di quelli esistenti, dando vaghe rassicurazioni alle istituzioni, e poi si affrontavano e pagavano eventuali sanzioni.

 

Avv. Luca Iadecola

Consulente privacy, Dpo.