Il miracoloso “Effetto Roseto”

cartina-roseto-pennsylvaniaLe ricerche scientifiche hanno confermato l’importanza dei legami sociali per la salute fisica e psicologica

In molti conosciamo il nome di Roseto in riferimento a Roseto degli Abruzzi, una cittadina sul mare in provincia di Teramo;

tuttavia questo stesso nome è stato dato molti anni fa anche ad una piccola comunità in Pennsylvania, negli Stati Uniti, sorta a partire da un gruppo di emigranti abruzzesi rosetani. Da questo piccolo centro americano sono partiti diversi studi durante gli anni ’60, che hanno portato poi alla scoperta del cosiddetto “Effetto Roseto”.

 

Gli studi che hanno portato alla scoperta dell’”Effetto Roseto” iniziarono a partire da una semplice conversazione tra un medico locale e un responsabile medico dell’Università di Oklahoma, i quali parlarono del fatto che i problemi cardiaci sembravano molto meno diffusi a Roseto (Pennsylvania) rispetto a Bangor, un paese adiacente occupato da non italiani. In effetti si vide che il paese abitato dagli italiani, nonostante la presenza di grandi fumatori e bevitori, era caratterizzato da una percentuale di decessi per attacco cardiaco molto più bassa rispetto ai paesi circostanti, pur condividendo con questi risorse quali acqua, cibo, medici, ospedali. Inizialmente si pensò alla presenza di geni negli italiani o di abitudini alimentari differenti che potessero proteggere dagli infarti; in realtà i Rosetani in Pennsylvania avevano praticamente abbandonato le abitudini mediterranee. Per quanto riguarda l’idea di un gene particolare, si vide che anche questa non potesse essere un’ipotesi fondata poiché gli abitanti italiani che si spostavano in altri paesi non conservavano la salute così come quelli che restavano ad abitare a Roseto.

Dagli studi emerse dunque l’ “Effetto Roseto”: ciò che immunizzava i rosetani dall’infarto era la presenza di forti vincoli sociali tra loro; ogni evento era condiviso dall’intera popolazione, le frequentazioni e collaborazioni tra vicini di casa erano numerosissime così come le celebrazioni collettive di ogni tipo di ricorrenze. Ciò che distingueva Roseto dagli altri paesi intorno era il senso di famiglia estesa, un vero e proprio esempio di solidarietà, collaborazione e partecipazione sociale. Far parte e sentirsi parte di un gruppo che offre accettazione e sostegno è una medicina contro lo stress e rende meno vulnerabili alle malattie.

pennsylvania-rosetoPurtroppo con il tempo i rosetani emigranti si sono americanizzati, nel senso che i forti vincoli sociali che davano forza all’ ”Effetto Roseto” si sono andati attenuando progressivamente, tanto che lo stile di vita rosetano si è trasformato in uno stile più individualista, più uniforme al modello americano, appunto, facendo scomparire il ‘miracoloso’ “Effetto Roseto”.

 

 

Consiglio il testo ‘Sentirsi Soli’ di Maria Miceli, il Mulino.

Dott.ssa Luisa Del Nibletto – Psicologa

 

 

AGGIORNAMENTO

Volevo SCUSARMI e RINGRAZIARE i lettori per l’errore relativo al fatto che gli emigranti da cui è nata la Roseto in Pennsylvania, negli Stati Uniti, non fossero rosetani abruzzesi, ma pugliesi. In realtà ho ripreso questo contenuto dal testo ‘Sentirsi soli’ di Maria Miceli, Il Mulino (per cui l’errore parte da lì!). Inoltre volevo sottolineare che si trattava comunque di emigrati italiani e gli studi sono stati condotti intorno agli anni 50 proprio su questa piccola comunità di rosetani della Pennsylvania.

Ciò che è interessante e che mi premeva sottolineare con questo articolo è il risultato (il cosiddetto ‘Effetto Roseto’) degli studi condotti sul gruppo di rosetani della Pennsylvania, cioè il fatto che la presenza di forti vincoli sociali in quel gruppo diminuisse i problemi cardiaci rispetto ad altre comunità dove questo senso di appartenenza non c’era.
Per maggiori approfondimenti in merito rimando al lavoro scientifico “The Roseto effect: a 50-year comparison of mortality rates” che trovate interamente in PDF, insieme con i riferimenti di altri articoli usciti in precedenza, a questo link http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1695733/ .
Resto a disposizione per altri confronti, Luisa Del Nibletto