Vegano? Ok, ma a casa tua

Prendo spunto per questo editoriale dalla manifestazione che vegani e vegetariani hanno inscenato dinanzi alla sede dell’Amadori di Mosciano Sant’Angelo, azienda che dà lavoro a più di 1200 persone.

Striscioni contro i mattatoi, manifestanti con tute bianche sporcate di vernice rossa come fosse sangue, una sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica contro ogni forma di violenza sugli animali e a favore del consumo di generi alimentari non di origine animale.

Essere vegani o vegetariani è una scelta che personalmente rispetto. Non è certamente una moda, ma una condizione di vita a cui molti si stanno avvicinando. Anche in questo caso rispettabilissima. Ma rispettabilissima è anche la scelta di chi nella sua dieta prevede il consumo di proteine di origine animale.

Studi medici basati su ricerche scientifiche hanno dimostrato che l’uso eccessivo di carne può far male. L’abuso di qualsiasi genere di cose tuttavia fa male. Un consumo moderato non produce effetti collaterali. Una dieta equilibrata e uno stile di vita sano. Questo ci dicono medici, nutrizionisti, istruttori di fitness. Il concetto che voglio però esprimere è questo: rispetto! Rispetto per vegani e vegetariani. Ma rispetto anche nei confronti di chi la pensa diversamente.

Non ho condiviso la scelta di chi ha una dieta basata solo su frutta, verdure, cereali di manifestare dinanzi all’Amadori. Avrei dato molta più importanza alla loro protesta contro i “mattatoi-lager” se avessero organizzato magari un pomeriggio ripulendo un parco pubblico dalle erbacce o una strada ed esponendo striscioni e slogan contro la crudeltà nei confronti degli animali.

Si può discutere sugli allevamenti intensivi in condizioni indicibili, ma anche di sfruttamento intensivo di ettari di terreni per produrre spinaci o soia impoverendo la terra di azoto e potassio (per fare un esempio neppure tanto banale) e ristabilendo poi l’equilibrio di minerali ricorrendo a concimi chimici. Anche questo uno sfruttamento che causa un danno.

Caro vegano, nessuno verrà a casa tua ad importi di mangiare una cotoletta di pollo. Ma tu non puoi neppure imporre la tua dieta priva di generi alimentari di origine animale a chi la pensa diversamente da te. E se un giorno mi capiterà di ospitare un vegano a casa, di certo lo metterò a suo agio, senza alcuna imposizione personale.