Marco Panella, addio vecchio leone

Sconfitto solo da due tumori, non certo dall’uomo. Marco Pannella ha rappresentato la storia politica Italia, a cavallo tra due Repubbliche. Battaglie civili, a difesa dei diritti dell’essere umano.
Un anticlericale come pochi, contro ogni forma di violenza, contro qualsiasi azione militare. Un pacifista convinto, un leone che ha lottato mettendo a rischio la sua stessa vita affinché venisse affermato il diritto della persona.
Pochi giorni fa il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi gli aveva consegnato le chiavi della città e lui commosso aveva ringraziato perché proprio Teramo si era ricordata di lui. Aveva fondato il Partito Radicale e aveva dato spazio a chi spazio non ne aveva avuto o si era visto calpestare i propri diritti.
O aveva subito un’ingiustizia, come Enzo Tortora, il giornalista presentatore (tutti lo ricordano per il programma Portobello) accusato ingiustamente di essere un camorrista. A favore dell’aborto e del divorzio, antiproibizionista, baluardo estremo dei referendum, Marco Pannella è stato rispettato da tutti i leader politici italiani e internazionali. Un gigante buono, un uomo come pochi, sempre in prima linea.
Scioperi della fame e della sete per gridare e rivendicare lo stato di diritto. E’ stato un grande comunicatore. Poco più di un anno fa l’Università di Teramo gli aveva conferito la Laurea Honoris Causa proprio in Comunicazione. Ci lascia un uomo che ha scritto pagine intere di storia politica, di dottrina politica. Sentiremo la sua assenza, il mondo politico sentirà la sua mancanza.
L’assenza di un vulcano che con il suo eruttare aveva spesso rimesso a posto le cose. Un esempio di lealtà per degli ideali, quegli stessi ideali che i partiti, tutti, hanno perso. Tranne lui, Marco Pannella, che ha saputo conservare integro il valore di quel Partito Radicale che aveva fondato assieme a qualche amico.



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