Terremoto, ecco dove sono finite le donazioni degli SMS solidali

I social lanciano l’allarme sulla presunta sparizione dei fondi, ma la Protezione Civile smentisce: “Servono per la ricostruzione”.

Da alcuni giorni circolano sui social network alcuni articoli che parlano del presunto mancato utilizzo, o peggio della completa scomparsa, dei 28 milioni di euro raccolti tramite la campagna “SMS solidali”, lanciata dalla Protezione Civile in occasione del terremoto che ha colpito il Centro Italia lo scorso autunno.

La notizia ha suscitato lo sdegno di molti, ma come accade sempre più spesso si è poi rivelata essere solo l’ennesima bufala diffusa tramite i social network. Sulla vicenda è intervenuta a fare chiarezza la stessa Protezione Civile che, tramite una nota, ha smentito la notizia chiarendo che le donazioni raccolte tramite gli SMS inviati al numero 45500 non sono affatto sparite, semplicemente il loro utilizzo non è destinato alla gestione dell’emergenza, ma alla successiva fase di ricostruzione.

In particolare, scrive la Protezione Civile:

“In riferimento alle nuove errate informazioni che circolano soprattutto sui social in merito all’utilizzo delle donazioni raccolte attraverso il numero 45500, si precisa che, come indicato anche nel Protocollo che ne disciplina il funzionamento, queste serviranno per supportare la ricostruzione dei territori colpiti. Per la fase di gestione dell’emergenza, infatti, sono destinate tutte le necessarie risorse attraverso i fondi pubblici.

In particolare, in questa emergenza, come disposto dal decreto legge 189 convertito, le donazioni confluiranno nella contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione e saranno gestite passando dal controllo di un Comitato dei Garanti, come prevede proprio il Protocollo.

Saranno i territori a valutare, in raccordo con Regioni e Commissario e sulla base delle esigenze valutate nell’ambito del più complessivo piano della ricostruzione, a indicare su quali progetti destinarli.

Lo stesso vale per le somme raccolte attraverso il conto corrente aperto dal Dipartimento”