‘Libero Teatro In Libero Stato’, il nuovo libro di Flavio Sciolè

Esce il 9 Novembre il volume ‘Libero Teatro In Libero Stato’ di Flavio Sciolè pubblicato dalla Holy Edit. Il libro raccoglie nove testi teatrali dell’autore scritti-portati in scena tra il 1993 ed il 2008. Tra gli altri sono presenti ‘Il Re è Pazzo’, ‘Bambole’, ‘Icaro Caro d’oro cosparso’, ‘Cerchi’ e ‘Psicosi atea’.

La prefazione è curata da Graziano Graziani. Nel volume troviamo anche manifesti estetici, testi dell’autore e la teatrografia. Sciolè con Teatro Ateo, in circa un ventennio, ha sfaldato le strutture obsolete del teatro italiano: il suo antiteatro ha fatto irruzione su palchi colmi di polvere, la sua recitazione inceppata ha codificato nuove vie. La Holy edit, fondata e diretta da Luca Torzolini, si presenta sul mercato italiano con questo primo titolo dichiarando fin da subito il suo interesse per autori fuori dagli schemi e d’avanguardia. La Holy Edit cura anche la distribuzione di opere letterarie, attualmente nel proprio catalogo ci sono, tra gli altri, Silvano Agosti e Dario Fo.

Lo scorso 24 Ottobre a Roma, presso l’Ambasciata del Messico Italiana, è stato presentato il libro ‘Dramaturgia Italiana Contemporánea’ che contiene la versione italiana e la traduzione spagnola dei monologhi di 16 autori italiani, tra questi anche il testo ‘Il Re è Pazzo’ di Flavio Sciolè. La presentazione rientra nell’evento ‘Italia chiama Messico- drammaturgie a confronto’ promosso dal CENDIC (Centro Nazionale Drammaturgia Italiana Contemporanea) con il sostegno del Ministero per i Beni e le attività culturali e con la collaborazione dell’università ‘La Sapienza’ di Roma. Il progetto nasce da una collaborazione tra il CENDIC e l’Istituto di Ricerche Estetiche dell’Università di Guadalajara.

Nella prefazione di ‘Libero Teatro In Libero Stato’, Graziano Graziani scrive: ” …sono pero? immagini in qualche modo rappresentative di un percorso artistico che si e? edificato attorno ad alcuni rovelli come l’afasia, l’autolesionismo, il linguaggio spezzato, l’eloquioinceppato, l’assenza di un referente della rappresentazione – che non puo? neppure definirsi tale perche? non “rappresenta” alcunche? – il gusto per la frammentazione semantica, l’esplosione del senso, l’anarchia espressiva che pero? si esplicita dentro un rigore performativo che Sciole? chiama “antimacchina attoriale”. Perche? in un teatro compiutamente ateo tutto e? contestazione degli Dei del teatro, la scena si trasforma in antiscena, la drammaturgia in antidrammaturgia, il corpo che occupa il palco e? quello di un antiattore, che segue i percorsi di un’antiregia e si muove all’interno di un’antiscenografia.”

Flavio Sciolè (1970) agisce nel cinema, nel teatro di ricerca, e nella performance. Ha all’attivo circa 400 opere video proiettate-premiate-segnalate in centinaia di Festivals nazionali ed internazionali. Oltre 1000 le proiezioni in Italia (Rai Uno, 52a Esposizione Internazionale D’Arte La Biennale di Venezia 2007, MACRO, Romaeuropa) e nel mondo (Usa, Francia, Portogallo, Marocco, Grecia, Finlandia, Romania, Lituania, Macedonia, Argentina, Inghilterra, Germania, Russia, ecc). Nel 2016 ha pubblicato la raccolta “Nel decadere infranto ed altre poesie” (Sigismundus editrice). A Marzo gli è stata dedicata una retrospettiva:‘Ceremony for Sciolè. Sussidiario Antilogico di un Antiartista’ dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pescara (100 video in proiezione, curato da S. Moretta).??

HOME



In questo articolo: