Love & The City(Rumors)

Cara Grace
Mi chiamo E. e abito in un ostello ai confini con l’Austria, dove mi sono trasferita per cercare lavoro. Questa volta penso di averlo incontrato, il principe azzurro, e credo proprio che non me lo faccio scappare.

È stata una folgorazione: l’ho visto in corridoio con la valigia. Alto, longilineo, moro, occhi azzurri, lineamenti angelici. Io: tuta, mollettone tra i capelli, strofinaccio al braccio (andavo al piano cucina). Il suo sguardo si illumina, i nostri occhi si incontrano e io mi chiedo perchè sono uscita in quello stato per andare a mangiare. Poi con la coda dell’occhio noto il particolare: lui entra nella camera vicina alla mia! Da oggi si cambia vita, ho pensato. L’ho rincontrato quando ero più presentabile: lui veste sempre in giacca e camica, con il copriabito. È  un principe galante, mi sorride, mi apre la porta dicendo prego e soprattutto non è tedesco. Parla in un perfetto italiano! Meglio non sapere altro, sarà superfidanzato. Il nome di solito l’attaccano davanti alla porta ma la cosa preoccupante è che davanti alla sua, di porta, c’è ancora quello di A. K., un ragazzo musulmano molto assillante che ogni ora del giorno e della notte pregava Allah ululando alla Mecca. Le urla non le sento più, ma se il principe azzurro fosse solo frutto della mia fantasia?

Cara E.
Il mondo femminile si divide in due grandi gruppi: c’era chi da piccola sceglieva Antony e chi già a otto anni le partiva l’ormone per Terence di “Candy Candy”. C’è chi ha sperato sino alla fine che Bridget riuscisse a guarire quella faccia da schiaffi di Hugh Grant. E poi c’è Mr Big, principe forse, ma tutt’altro che galante.

Lungi da me spegnere le romantiche lucine a intermittenza nel cuore. Sto per dirti che il Principe Azzurro non esiste.
Sia ben chiaro, non credo assolutamente che quello che hai visto possa essere frutto della tua fantasia, e nemmeno conseguenza di una dieta priva di carboidrati. A volte la mancanza di zuccheri può farci raffigurare l’inimmaginabile. Io una volta, in preda ad una crisi glicemica, stavo per beccarmi una coltellata dalla tipa di un tipo che era venuto a cena da me insieme alla sua tipa. Certo, abitare in un paesino di montagna può fare brutti scherzi e spesso a così alte quote l’ossigeno circola con estrema difficoltà. Questa potrebbe essere una spiegazione: scientifica.

Tu hai visto un uomo, punto. Con i piedi che puzzano e l’attitudine a grattarsi dove non batte il sole. Uno che si vedrà l’ennesima replica di “Walker Texas Ranger” piuttosto che accompagnarti a pattinare sul ghiaccio. Urlerà come un ossesso per farti rispondere al telefono che squilla da mezz’ora e tu correrai come una forsennata dall’altro capo della casa, per scoprire poi che è stato colto da “nefertiti fulminante” (sindrome per cui il di lui deretano si fonde manco fosse una mummia col divano).
Ti stai facendo ingannare da un soprabito, capo fuorviante e illusorio, come il cuore.

Ipotesi (a): fa uno di quei lavori tipo “finanzariskmanagementanalisicontrollo&mazzarelle” ovvero ti sei messa col ragionier Filini. Contaci che quando si ritrova nello scantinato di una fabbrichetta a conduzione familiare ad Agrate Brianza, a contare i rotoli di carta igienica, il soprabito assume le sembianze di una giacca di pile (massimo rispetto per il pile).

Ipotesi (b): è ancora asserragliato in una fase pre-puberile, quella in cui il prolungamento fisico rappresentato dal soprabito è solo un vicario alla moda del mantello di Superman/Batman/Uomo Ragno.
Qualche tempo fa conobbi uno che portava solo calze in filo di Scozia, sorrideva e apriva la porta dicendo “prego”. È bastato poco per scoprire che la nostra “frequentazione” era legata a degli pseudo-benefit (leggi buoni sconto) dovute alle mie blande conoscenze in qualche showroom di moda.

Ricorda che quando ti sorride le tue capacità mentali in quel momento sono paragonabili a quelle di Willy Coyote, pochi secondi prima di cadere giù nel dirupo. Quello che credi Principe Azzurro è senza ombra di dubbio Beep Beep. Lui continua a correre e mentre ti sfracelli senza onore e gloria starà aprendo porte, naturalmente con la mascella ben divaricata.

Sei così sicura che di volerlo, il Principe Azzurro? E sei così sicura che ne vuoi uno che finga di esserlo?
Sono anch’io donna, consapevole di una razionalità che tocca gli estremi della perfezione se bisogna mettere in ordine il cassetto della biancheria o una scarpiera: mutande divise minuziosamente per nuances e calzature in fila come un domino.
Se si tratta di affari di cuore i basilari concetti aristotelici di spazio e tempo, ma anche un semplice sillogismo sembrano astrusi quanto le parole di quel musulmano che ulula alla Mecca.

Il mio consiglio è di toglierti gli occhialini tridimensionali con cui stai vedendo questo film: sorvola gli effetti speciali e concentrati sulla trama. Che poi è quella che ricordi quando anche l’ultimo pezzettino di pop corn si è staccato dai premolari, diversi giorni dopo.

A volte la realtà assume sfumature azzurre che nemmeno immaginiamo.

Mia cara E(ternamente illusa), il mondo femminile si divide in due grandi gruppi. Ci sono quelle che se il tipo di un amica non la caga è perché “non ti capisce e non ti merita ma quando scoprirà tutte le tue doti nascoste si innamorerà all’istante e svenderà pure la playstation”. Poi ci sono quelle come me, che con i loro modi bruschi e poco rassicuranti vogliono solo salvarti la vita, o quel poco di dignità rimasta.
NdP
Grace (dopo un’indigestione di torrone Pepitas)