WONDERWOMAN NON ESISTE. MA SE ESISTESSE NON SAPREBBE USARE I TASTI TAGLIA-INCOLLA.

Qualche giorno fa stavo pulendo la tastiera del mio computer. Incrostazioni di caffè e acari ovunque mi hanno per così dire obbligato a procedere con uno di quei gesti che di solito compio solo di fronte a cataclismi naturali. Mi accorgo che è arrivato il momento perché non riesco più a distinguere le parole sullo schermo, e rimango ore, immobile e con lo sguardo fisso, a cercare di decifrare quello che a tutti gli effetti ha le sembianze di un testo in klingonese*.

E come sempre succede mentre svolgo questi lavoretti manuali (confesso che mi capitava anche all’asilo, in prossimità di colla vinilica e porporina) penso e rifletto su quesiti che paragonare ai massimi sistemi sarebbe esagerato, ma che si distaccano notevolmente dal dubbio se nel pollo al curry ci vado o meno il curry, qualunque cosa dica Giallo Zafferano.

In particolare mentre lucidavo a fondo il tasto Cmd ? ** ho iniziato a meditare sull’infinità di azioni che si possono compiere tenendo premuto il solo tasto in questione contemporaneamente a C, B, T, D, Z, S, A, Q, K, X, V. Ma anche altri.

Si può copiare, grassettare, spaziare, duplicare, salvare, cancellare, selezionare tutto, eliminare, tornare indietro, chiudere, cercare collegamenti ipertestuali, tagliare e incollare.

E proprio allora ecco l’eureka: i dubbi si sono dissipati, ho visto la luce, la fitta nebbia si è dissolta.

 

Immagine_7Taglia, incolla -Taglia, incolla – Taglia, incolla – Taglia, incolla – Taglia, incolla.

Mi sono resa conto di farne un uso smodato. Ma di non applicarlo in fondo alla vita quotidiana come faccio con gli altri comandi dalla tastiera. Non perché non voglio ma in quanto non ne sono capace. Si tratta senza dubbio di una di quelle azioni naturalmente impedite all’essere umano, e in particolare all’essere umano femminile quando si trova ad agire nel campo semantico dell’amore.

Sono brava a incollare, selezionare, eliminare e tornare indietro sui miei passi anche se con estrema difficoltà. Salvo il salvabile e poi chiudo ma quello che non riesco a fare è “tagliare e incollare”.

Non esistono donne che riescono collezionare maschi come paia di scarpe a buon mercato. Se lo fanno stanno fingendo. E senza nemmeno un grande sforzo per nasconderlo. Te ne rendi conto dalla ricerca continua di consigli su come comportarsi. Sempre incerte sul da farsi e coscientemente consapevoli di un dissidio interiore tra volontà e azione, chiedono pareri ai primi che passano per strada, si confidano mentre aspettano il turno dal medico, dal benzinaio, si ritrovano ad aprire consultazioni persino in sogno.

Ostentano sicurezza e fierezza mentre desiderano ardentemente addormentarsi a causa di un sortilegio con un fuso e venire svegliate da un giovane e aitante principe di nome Filippo a dorso di un cavallo bianco , dopo che tre fatine vestite di ceruleo, rosa caprifoglio e verde bosco (di nome Flora, Fauna e Serena) si sono date da fare per trovarlo con un casting degno di Uomini&Donne***.

Sperano ancora che chi le abbia deflorate le porti all’altare o che magari lo sbruffoncello con le meche tipiche degli adolescenti anni ‘90 e il motorino truccato, quello a cui hanno dato il primo bacio, le chiami da una cabina telefonica, anche se solo per fingersi venditore Eminflex.

Aspettano con ansia il momento della vendetta, quello in cui la bambolina diventa barracuda****. Attendono che la congiunzione astrale dei pianeti permetta loro di trovarsi per caso in strada mentre passa lo stronzo che porta ancora i capelli come Brandon Walsh, sotto il sole cocente di agosto, con lo zainetto Invicta, che fa volantinaggio. E al diavolo il politicamente corretto, la legge Biagi e lo sfruttamento del lavoro giovanile.

È così. Non ci sono se e non ci sono ma. Quando si tratta di amore (o almeno quello che crediamo lo sia) tutte le competenze informatiche spariscono.

Meglio un po’ di scolorina, che poi non si fa in tempo a farla asciugare e ci si scrive sopra e si fa un bel pasticcio e non ne vieni a capo finchè non strappi la pagina: l’opzione taglia-incolla non è contemplata.

 

Grace (sì, forse stavolta è un po’ troppo lungo)

 

*La lingua klingon (nome nativo tlhIngan Hol) è unalingua artistica ideata da Marc Okrand per la Paramount Pictures e parlata dalla razza aliena dei Klingon nelle serie televisive e nei film di fantascienza di Star Trek.

** Cmd ?  e’ il tasto che viene usato al posto del Ctrl nel sistema Macintosh.

*** Ovvio riferimento a “La bella addormentata nel bosco” nella versione lungometraggio di animazione Disney (1959).

****attenzione all’INTRO