Come cambia l’Italia a tavola

veganiDiminuisce il consumo di carne e di prodotti di origine animali da parte degli italiani.

Il sei per cento dei nostri connazionali non mangia più carne, l’un per cento segue una dieta vegana priva cioè, di prodotti di origine animale (latte, uova, miele…). A Gorizia è stata addirittura intitolata una strada a chi non mangia carne: via dei vegetariani e nella mensa del Consiglio regionale della Toscana, è possibile mangiare vegano.
Nel nostro Paese è sempre più facile essere vegetariani: sono decine i gruppi facebook e i siti che dispensano consigli su un menù bilanciato, aumentano i ristoranti veg (l’elenco su www.iomangioveg.it), la varietà di prodotti a base di soia nei supermercati, i negozi alimentari specializzati ed anche i politici si sono accorti del nuovo trend arrivando a proporre disegni di legge per l’introduzione di una opzione veg nei ristoranti e di lezioni di cucina vegetariana e vegana negli istituti alberghieri oltre che alla possibilità per gli studenti di dichiarare la propria obiezione di coscienza a seguire lezioni su alimenti di origine animale.
Si moltiplicano i corsi di cucina veg, come quelli che trovate su www.veganlab.it, che non fanno uso di prodotti di origine animale.
Anche le ciotole dei cani italiani sono vegetariane grazie all’associazione animalista di Arese (Mi) Vita da cani che produce e vende Vecan, crocchette completamente vegetali, per cani vegani.
I motivi alla base del cambiamento dell’alimentazione degli italiani sono molti: da quelli etici a quelli salutistici senza dimenticare quelli economici.
Mentre gli animalisti non mangiano carne e derivati per non provocare sofferenze agli animali, gli ambientalisti puntano il dito contro gli allevamenti intensivi, giudicati eco-insostenibili a causa delle ingenti risorse idriche usate e per le emissioni di gas e anidride carbonica. I salutisti scelgono il menù privo di prodotti animali per evitare gli ormoni, gli antibiotici contenuti in molte carni e i grassi dei latticini. I salutisti cercano di prevenire le malattie cardiovascolari ed i tumori anche a tavola. Certo che anche mucca pazza, l’influenza aviaria e lo scandalo della carne di cavallo hanno dato il loro contributo alla scelta di mangiare veg. La crisi economica ha portato ad una diminuzione del consumo di carne con il conseguente taglio del sette per cento nelle macellazioni bovine nel primo bimestre del 2013.
Valentina Villa