Polizze RC auto: dal 2013 addio al ‘periodo di tolleranza’

assicurazioneLe normali polizze di responsabilità civile per autoveicoli prevedono, dalla data di scadenza, un “periodo di tolleranza” di ulteriori 15 giorni, durante i quali si può circolare su strada e, in caso di sinistro, si è coperti dall’assicurazione.

Trascorsi i 15 giorni, però, se l’assicurato non rinnova la polizza RCA, l’assicurazione viene sospesa a partire dalle ore 24.00 del quindicesimo giorno dopo la scadenza e non si è più coperti in caso di incidente.

Se si circola su strada con la polizza RC Auto scaduta si rischia una multa salata, di importo compreso tra 715,95 e 2.867,07 euro, e il sequestro del mezzo, come stabilito dall’art.193 del nuovo Codice della Strada. Si rischia però la multa anche se ci si trova nei 15 giorni del periodo di tolleranza, nel caso in cui si abbia una polizza con scadenza non annuale, come le polizze provvisorie, o in caso di disdetta del contratto di assicurazione auto nel caso in cui la RCA non preveda il tacito rinnovo. Se ci si trova nei 15 giorni successivi alla scadenza della polizza, l’importo della multa viene però ridotto di un quarto.

Ma i 15 giorni di tolleranza, salvezza dei distratti o di chi, soprattutto in momenti di crisi come quello attuale, deve fare i salti mortali per arrivare alla fine del mese, sono destinati a scomparire, come prevede l’articolo 22 del Decreto Legge n. 179 del 18 ottobre scorso, che elimina il “tacito rinnovo” delle polizze, facendo rientrare tutti gli utenti della strada nella casistica prevista dall’art. 193 e, quindi, rendendoli soggetti a sanzione e sequestro del mezzo.

L’auto, ormai, è diventata fonte di spese e non meraviglia il risultato di cercassicurazioni.it che sottolinea che in Italia, su circa 35 milioni di polizze assicurative relative ad autovetture ad uso privato, il 12% non vengono rinnovate. Tale è la percentuale degli intervistati che ha dichiarato che nell’anno in corso e nel 2013 terrà la propria auto parcheggiata in uno spazio privato, per evitare i costi di gestione del mezzo, rinunciando momentaneamente al suo utilizzo.

Gli ultimi aumenti della RCA sono dovuti anche al fatto che, dal 2011, le Province possono agire sull’aliquota di loro competenza, aumentandola o diminuendola di 3,5 punti percentuali. Quasi tutte le Province italiane hanno aumentato l’aliquota, portandola o avvicinandosi al massimo, stabilito nel 16%. Tra queste anche le province abruzzesi: dal 1 agosto 2011 la Provincia dell’Aquila ha variato la sua aliquota dal 12,5% al 15, 5% e le province di Chieti e Teramo dal 12, 5% al 16% mentre Pescara è passata dal 12, 5% al 16% dal 1 febbraio 2012. Aliquote massime, quindi, per tre su quattro capoluoghi abruzzesi, con L’Aquila che si differenzia per uno 0,5% in meno.

Tempi duri, quindi, per gli automobilisti, che tra aumenti di benzina, costi di gestione del mezzo e assicurazione ora vedono anche sparire due settimane di “respiro” per il pagamento della RC auto. I distratti e i ritardatari sono avvisati.