Torna il vuoto a rendere: via libera alla sperimentazione

Galletti: “buona pratica che aiuta l’ambiente, produce meno rifiuti e fa risparmiare soldi”.

L’Italia si prepara a reintrodurre il vuoto a rendere per lattine e bottiglie. Il meccanismo, già utilizzato negli anni ’80 per il vetro, prevede che una piccola quota del prezzo pagato dal consumatore possa essere restituita in seguito alla riconsegna del contenitore vuoto.

L’importo della cauzione restituita al consumatore andrà da 0,05 a 0,3 euro, a seconda della tipologia di contenitore consegnato e, onde evitare speculazioni, la norma vieta esplicitamente che il vuoto a rendere possa comportare un aumento del prezzo di acquisto.

Un simbolo all’ingresso di un bar, di un ristorante, di un albergo o di altri punti di consumo distinguerà quegli esercenti che hanno scelto di aderire alla fase sperimentale del sistema, che nelle intenzioni del legislatore dovrebbe “sensibilizzare i consumatori sull’importanza del riutilizzo riciclo e diminuire la produzione dei rifiuti”.

Un Paese proiettato nell’economia circolare come l’Italia – afferma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – non può che guardare con interesse a una pratica come il vuoto a rendere, già diffusa con successo in altri Paesi. Questo decreto – aggiunge Galletti – dà una possibilità a consumatori e imprese di scoprire una buona pratica che aiuta l’ambiente, produce meno rifiuti e fa risparmiare soldi”.