Il sesso fa bene alla salute: un orgasmo al giorno ridurrebbe il rischio di cancro alla prostata

Un orgasmo forse non allungherà la nostra vita ma sicuramente aiuta a ‘vivere meglio’. Dei benefici dell’orgasmo sul corpo umano si è scritto di tutto e di più, e oggi la ricerca medica aggiunge un nuovo tassello nella nostra conoscenza del piacere sessuale.

Gli uomini che eiaculano frequentemente,una volta al giorno, o quasi, ridurrebbero significativamente il rischio di cancro alla prostata, che rimane la più comune forma di tumore nei maschi (rappresenta il 20 per cento dei casi di carcinoma in Italia).

È quanto emerge dalla più vasta ricerca mai condotta sull’argomento: per 18 anni la Harvard Medical School ha studiato un campione di 32mila uomini di età compresa fra i 40 e i 49 anni. A quasi 4000 di loro è stato diagnosticato il cancro alla prostata durante quell’arco di tempo.

La conclusione dei ricercatori è che coloro che eiaculano almeno 21 volte al mese avrebbero il 20 per cento in meno di probabilità di andare incontro al carcinoma. Tale risultano non cambia al variare degli altri fattori presi in considerazione, come abitudini alimentari e stile di vita.

“Data la scarsità di fattori di rischio modificabili per quanto riguarda il cancro alla prostata – dice la dottoressa Jennifer Rider della Harvard Medical School – i risultati di questo studio sono particolarmente incoraggianti”, anche se la ricercatrice invita a maneggiare i dati con la dovuta cautela.

Ancora non sono chiare le cause di una simile interrelazione fra la frequenza delle eiaculazioni e il rischio di cancro alla prostata. Alcuni studi precedenti ipotizzano che questo sia un modo per “ripulire” la prostata dagli agenti che favoriscono l’insorgere del carcinoma; altri invece ritengono che gli ormoni rilasciati durante l’orgasmo – come l’ossitocina e il deidroepiandrosterone – svolgano una funzione nella prevenzione del tumore.

Potrebbe una soluzione per un vero e proprio problema del sesso maschile, infatti il cancro alla prostata è la forma tumorale più diffusa In Italia, dove sono stimati 36mila nuovi casi nel  2014.

 



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