Turismo in Abruzzo, ricuciamo le ferite. LA PROPOSTA

L’Aquila 6 aprile 2009. Terremoto Centro Italia 24 agosto 2016. 30 ottobre 2016, epicentro vicino Norcia. Pochi istanti, che sono serviti a scrivere due grandi tragedie. L’Aquila e Amatrice, che hanno visto il bilancio più critico di vittime. La stagione estiva è alle porte, cerchiamo di ricucire i danni fatti dal terremoto.

Quest’estate scegliamo di farci una vacanza nelle regioni colpite dal terremoto. Da sempre nutro una passione snaturata per l’Abruzzo, mio padre nato a Sulmona e vissuto per molto tempo ad Acciano, un paesino tra L’Aquila e Sulmona, mia madre nata al mare a Civitavecchia. Fin da piccola ho imparato a visitare l’Abruzzo, le sue montagne, i suoi parchi, ed amare il suo territorio, il Grans Sasso e quante altre cose ci sarebbe da dire. Un giorno abbiamo deciso di andare in vacanza in Abruzzo, ma questa volta al mare. Ricordi indelebili, che non potrò mai cancellare.

Da quando ho 15 anni, ora ne ho 26 che frequento la città di Silvi, in provincia di Teramo, a 10 15 minuti da Pescara. Silvi non sarà la Riviera Romagnola, che ho visitato più volte e adoro, ma non fa invidia a nessuno. Spiaggia fine, mare cristallino con tanto di bandiera blu, Silvi Alta, molto bella e poi lei, la torre del Cerrano, inserita anche nello spot del Governo per incentivare il turismo sulle regioni colpite dal terremoto. Le persone di Silvi, gioiose, allegre e solari. Una cittadina da vivere di giorno e di notte con le infinite passeggiate sul lungomare tra negozi e gelaterie, bar e pub e tanti hotel per tutte le tasche (io ho il mio preferito da qualche anno, non farò il nome per correttezza degli altri, ma vi assicuro sono tutti speciali là dentro, ti fanno sentire una persona di famiglia).

L’Italia è uno stivale adatto a tutti, vacanze al mare o in montagna. Hotel, agriturismo o casa vacanze, abbiamo di tutto. Ricuciamo le ferite lasciate dal terremoto, non abbiate paura, se scegliete un luogo sicuro ed a norma non potrà accaderci nulla. Portiamo il turismo in Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche. Torniamo a frequentare la nostra Italia piuttosto che l’estero, andiamo in queste regioni e facciamo ripartire la loro economia. Tutti insieme possiamo farcela.

Elizabeth Di Giacomo, una turista che ama viaggiare e adora l’Abruzzo