Proger Chieti, allenamenti aggiuntivi? Esempi illustri

Chieti. In pedagogia, la punizione altro non è che è un metodo educativo correttivo, diffusissimo: è applicato dal genitore o dal docente o da un’altra figura di conforme autorevolezza nei confronti del bambino o dell’adolescente.

 Analogamente nello sport essa è una sanzione, comminata all’atleta, resosi responsabile, per un comportamento scorretto o illecito. La valenza della punizione in quanto metodo educativo è stata oggetto di controversie, in particolare nel XX secolo, ma nello sport, a onor del vero, trova ancora larga applicazione. Nella storia della pallacanestro la figura severissima del Professor Asa Nikolic fece scuola tanto da forgiare una serie di epigoni tra i quali possiamo annoverare anche “il padre fondatore” del basket teatino, il compianto Todor Lazic, del cui vasto campionario punitivo i suoi ex giocatori possono ancor oggi fornire un’ampia quanto esemplare letteratura. In tempi molto più vicini ai nostri possiamo invece contemplare in primo luogo l’esempio, molto significativo, di coach Sacripanti, che, nel giorno di Natale del 2014, costrinse i suoi lupi, rei di essersi fatti rimontare un vantaggio di 21 punti contro Caserta, ad allenarsi alle 8.00 di mattina sul parquet del Pala De Mauro di Avellino. Anche la Virtus Bologna e l’Olimpia Milano non hanno disdegnato allenamenti punitivi nelle giornate post gara ad insoliti orari sia mattutini (h. 7.30) che notturni (h.23.30).

 Al pari della pallacanestro anche nel calcio ultra professionistico si possono menzionare molti altri esempi di allenamenti punitivi. Niente domenica di riposo e sessione di allenamento programmata per le ore 15 del giorno successivo alla scoppola (3-0) accusata dall’Inter di Stefano Pioli a Napoli. Una seduta punitiva, questa, voluta dal “mite” Pioli, per riportare immediatamente la concentrazione giusta nella squadra e non disperdere le ultime speranze di qualificazione in Champions. Una punizione redditizia, viste le successive 9 vittorie di fila messe a segno dai nerazzurri. Non da meno sono stati i vari Spalletti, Donadoni, Mancini, per non parlare di Di Canio, allenatore del Sunderland, nel pretendere all’occorrenza severe quanto lunghe sedute d’allenamento aggiuntive. Neanche il mondo del volley è immune a questa pratica, volendo ricordare l’esempio di Bonitta, ex CT azzurro, che più volte in Nazionale ha sanzionato all’occorrenza i suoi uomini. Tornando alla pallacanestro, pratiche punitive sono riferibili anche al patinato mondo NBA. A titolo puramente esemplificativo vale la pena citare co-ach Sonny Smith che negli anni ha provato ogni tipo di stratagemma per strizzare il potenziale di Charles Barkley, varando regole via via sempre più complesse, per arginare in qualche modo la sua indole negativa e il suo peso forma, e arrivando, come ammesso più volte, spesso a sanzionarlo gratuitamente, dal momento che notava un maggiore impegno durante gli allenamenti punitivi rispetto a quelli canonici.
Ci fermiamo qui, essendo nostra intenzione solo quella di tranquillizzare coloro che hanno parlato di esagerazione nell’aver voluto la Società punire lo scarso impegno messo sul parquet dalle Furie nell’amichevole giocata contro il San Severo. A tutti, grazie agli esempi prodotti, riteniamo sia ora chiaro che la pratica degli allenamenti punitivi non sia il retaggio di un medioevo sportivo tramontato da tempo immemore ma materia attualissima e diffusissima.

 Ed è lo stesso coach Bartocci, in prima persona a voler far chiarezza sul tutto: “Gli allenamenti aggiuntivi non rappresentano una punizione sanzionatoria. Questo sia ben chiaro. Ho solo cercato di far capire ai ragazzi che una squadra come la nostra che vuole salvarsi non può e non deve mai abbassare il livello di concentrazione. Mai! Dobbiamo giocare sempre al massimo del nostro potenziale. La nostra forza è rappresentata dalla determinazione che mettiamo in campo. Se in allenamento non ci prepariamo convenientemente, in partita non saremo poi capaci di essere intensi e aggressivi. È tutto molto semplice, abbiamo poco tempo per lavorare e migliorarci, se sciupiamo gratuitamente le sessioni di allenamento siamo inevitabilmente destinati a non crescere. Gli allenamenti aggiuntivi vogliono dare nuovi stimoli alla squadra, abbiamo vinto tre gare, abbiamo fatto il nostro dovere ma non siamo salvi. Se abbassiamo adesso la guardia torneremo presto nelle stesse ristrettezze di classifica che avevamo quando sono arrivato. Tutti insieme dobbiamo andare nella stessa direzione, allenarci al mattino a mente fresca non potrà che farci bene”.