La Magic torna bella

Chieti. La Magic torna ad essere quella di sempre ed espugna Pesaro rimandando a gara 3, tra le mura amiche del Pala Santa Filomena, l’esito finale della sfida. Grande prova di carattere di tutti i ragazzi scesi sul parquet con la determinazione dei giorni migliori. Registrata la fase difensiva è stato tutto più facile e trascorso il primo quarto i ragazzi di Castorina hanno preso in mano le redini della gara senza mai dare l’impressione di cedere il passo ai padroni di casa. Prestazione da grande squadra, capace di soffrire e di tenere i nervi saldi anche quando la partita assumeva toni caldissimi ed entrava nei momenti più decisivi. Compattezza ritrovata, insieme ad una vittoria che vale la sopravvivenza nella serie. Davvero tanta roba!

CRONACA
La Magic del primo quarto, per la verità sembra voler ricalcare la gara sciagurata di quattro giorni fa. Dopo un avvio incoraggiante è ancora il giovanissimo Tognacci a fare il diavolo a quattro e a mettere a dura prova la difesa neroverde, sforacchiando la retina a ripetizione. La Bramante vola e la Magic annaspa ma già nel secondo quarto la musica cambia e dopo un iniziale canestro da tre di Bertoni che porta i pesaresi avanti di 10 lunghezze, i neroverdi serrano la difesa, appoggiandosi in attacco alla vena realizzativa di Joe Hart (15 p.) e Pelliccione (10 p.) che dalla distanza e sotto canestro alternano soluzioni offensive sempre incisive. È questo il quarto decisivo, non tanto perché riporta avanti i teatini nel punteggio quanto perché ricarica il morale della squadra di Castorina, rinsaldando quella fiducia che era venuta meno in gara 1.

Al rientro Fabrizio de De Gregorio esce dalla panchina con lo smalto dei giorni migliori, raccattando in un amen la bellezza di 10 punti. La Bramante tenta disperatamente di restare a ruota della Magic, riuscendo, anche grazie a qualche cervellotica decisione arbitrale, a ricucire lo svantaggio da -10 a -3. In questa fase due tecnici fischiati a Povilaitis e Musci, rei di aver protestato troppo veementemente, pesano come macigni sull’economia della gara, consentendo a Gnaccarini e compagni un break fuori registro, rispetto ai meriti realmente espressi sul parquet dalle due squadre. Ma la Magic di questa sera reagisce alle avversità con il carattere delle grandi squadre e sa rispondere a dovere , colpo su colpo. Con due bombe terrificanti è questa volta Povilaitis a rimettere le cose a posto, ricacciando indietro gli avversari sul 69-62. L’impressione è che i neroverdi abbiano più benzina dei pesaresi, che rincorrono con tenacia ma senza avere la lucidità necessaria questi casi per rovesciare il risultato. Pelliccione esce dal campo in avvio di ultima frazione dolorante ad una spalla e facendo temere al peggio ma sale in cattedra Italiano che prende in mano la bacchetta di direttore d’orchestra e guida i suoi, dettando i ritmi utili a spezzare i tentativi di rimonta dei padroni di casa. Nel finale, fortunatamente, si rivede in campo Pelliccione e la sua esperienza rappresenta quel valore aggiunto utilissimo per congelare la gara e a mettere in ghiaccio la vittoria.

Missione compiuta, adesso è tempo di godersi in pace la Santa Pasqua e rimandare la sfida decisiva a domenica 28 aprile. Ci sarà tempo per prepararla al meglio ed affrontarla nel migliore dei modi. La corsa della Magic continua!

BRAMANTE PESARO vs MAGIC BASKET CHIETI 78-85
Punteggi progressivi: 24-17; 40-46; 62-69; 78-85.
Punteggi parziali: 24-17; 16-29; 22-23; 16-16.
BRAMANTE PESARO 78
Giampaoli 7, Gamberini 6, Bonci 2, Bertoni 7, Giunta 3, Graccarini 11, Galdelli n.e., Gennari n.e., Curcio 10, Terenzi n.e., Tognacci 18, Centis 14. All. Massimiliano Nicolini.
Tiri da due 31/70 44%; tiri da tre 11/30 36%; tiri liberi 5/5 100%; Rimbalzi 24 (10-14).
MAGIC BASKET CHIETI 85
De Gregorio 18, Alba, Di Falco 2, Mennilli, Italiano 10, Povilaitis 12, Hart 19, Pelliccione 16, Masciulli n.e., Musci 8, Torlontano n.e., D’Amico n.e. All. Renato Castorina
Tiri totali 31/56 55%; tiri da tre 10/20 50%; tiri liberi 13/14 92%; Rimbalzi 30 (8-28).
Arbitri – Michele Meli di Ravenna e Luca Riccardi di Parma.