Svolta imprevedibile nell’inchiesta aperta in Germania sul presunto ricatto ai danni della famiglia del famoso ex pilota della Ferrari vittima di un incidente sugli sci
Michael Schumacher rimase gravemente ferito in uno sfortunato incidente su una delle pista da sci di Méribel il 29 dicembre 2013. Dopo aver perso il controllo, cadde con la testa contro alcuni massi semisommersi dalla neve fresca, ferendosi gravemente malgrado indossasse il casco. Il pilota, dopo essere rimasto in coma farmacologico per diversi mesi a seguito dell’incidente, non è più apparso in pubblico.
Dopo due interventi neurochirurgici, il coma e la lunga riabilitazione, il sette volte Campione del Mondo di Formula 1, uno dei piloti più popolari nella storia del Circus, oggi vive a Gland, protetto dalla famiglia e sulle sue condizioni vige, infatti, la massima riservatezza.
Uno dei più grandi piloti della storia della Formula 1, sicuramente il più amato dai ferraristi che, grazie alle sue straordinarie doti, vissero il periodo più fulgido della loro passione. Poco più di dieci anni però sono passati da quel tragico incidente sugli sci che per poco non spazzò via l’esistenza di Michael Schumacher, ma che comunque lo ha condannato per sempre a un’altra vita. Oggi, il sette volte Campione del Mondo, vive protetto dalla famiglia e dalla massima privacy nella sua residenza in Svizzera, al riparo da gossip e da occhi indiscreti, nel disperato tentativo di riacquistare una parvenza di normalità in un’esistenza decisamente diversa. Nessuno, a parte la moglie Corinne, i figli Mick e Gina Maria, l’amica e storica portavoce Sabine Kehm, medici e fisioterapisti e qualche compagno d’avventura come Jean Todt, con cui ha condiviso i cinque titoli mondiali vinti in Ferrari tra il 2000 e il 2004, ha mai potuto o voluto sapere altro sulla sue reali condizioni. Facendo calare un silenzio assoluto sulla sua vicenda.
Qualche settimana fa però alle cronache è arrivata la notizia che le autorità tedesche hanno arrestato due uomini che avevano provato a estorcere soldi alla famiglia di Schumi, dopo aver dimostrato di essere in possesso di scatti privati del campione, catturati proprio al momento dell’incidente. Padre e figlio di 53 e 30 anni erano stati colti in flagrante dopo che avevano tentato di contattare la famiglia dell’ex pilota provando a dimostrare con dei file di essere realmente in possesso di alcuni scatti incriminati e minacciando di pubblicarli sul dark web se non avessero ricevuto milioni di euro. Un vero e proprio ricatto sventato dalla Polizia di Wuppertal. Oggi anche l’ex addetto alla sicurezza di Schumacher è stato arrestato perchè si sarebbe occupato di digitalizzare le foto private della famiglia Schumacher e di consegnarle poi agli altri due sospettati avendo libero accesso all’interno della grande villa di Michael. A quel punto con gli scatti in mano sarebbe partito il ricatto, volto a ottenere intorno ai 15 milioni di euro per evitarne la pubblicazione.
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