Attentato Mosca, il club sportivo celebra il baby eroe che ha salvato la vita a più di cento persone da una morte certa
La Russia piange le vittime dell’attentato verificatosi nella serata di venerdì all’interno di uno dei teatri più grandi ed importanti di Mosca come il “Crocus City Hall“. Il bilancio è terrificante: 137 morti e quasi 200 persone rimaste ferite (alcune di queste in maniera abbastanza grave). Un bilancio che poteva essere decisamente molto maggiore. Fortuna che tutto questo non è avvenuto grazie all’eroico gesto del 15enne Islam Khalilov. Quest’ultimo, nel giro di pochissimo tempo, è diventato il simbolo e l’eroe di un Paese. Il ragazzino lavora “part-time” come guardarobiere nella sala concerto.
Proprio lui ha messo in salvo un centinaio di persone da una morte quasi certa dall’assalto dei terroristi dell’Isis. A celebrare il suo gesto anche la squadra di calcio dello Spartak Mosca. Poco prima del match di campionato lo hanno omaggiato con la maglia numero 1 per via del coraggio e per il sangue freddo dimostrato in quei terribili momenti che difficilmente potrà mai dimenticare. Tanto è vero che, nel momento della fuga, si è autoripreso con il suo cellulare. Non solo lui, ma anche altri lavoratori del teatro sono stati celebrati come eroi per aver salvato altri spettatori.
Queste sono state alcune delle sue parole rilasciate ai media russi: “All’inizio ho sentito dei suoni strani provenire dal primo piano. Ho pensato che fosse arrivato un gruppo rumoroso, poi ho capito che non era così. Se non avessi reagito subito avrei perso la mia vita e quella di molti altri. Urlavo “Di qua, di qua, andate tutti in quella direzione, verso l’Expo, verso l’Expo”. Al tempo ci avevano spiegato cosa fare in caso di emergenza. Hanno sparato a un uomo di fronte ai miei occhi. Non riesco a pensare ad altro. Quando sono arrivato davanti alla porta mi sono immaginato i terroristi che arrivavano dalle scale e che ci avrebbero uccisi“.
Non c’è solamente Islam, ma altri lavoratori che con il loro coraggio hanno salvato la vita a tantissime persone da una carneficina oramai scritta. Tra questi spunta anche un suo collega 14enne, Artem Donskov. Anche lui lavora part-time con un solo scopo: quello di acquistare un nuovo computer e regalare un gioiello a sua madre. Secondo quanto riportato dal sito “Readovka” gli sono stati promessi quasi 10mila euro dopo che hanno saputo della sua storia. Non chiamatelo, però, eroe: “Stavo solo facendo il mio lavoro“.
Durante l’attacco il ragazzo si trovava vicino all’uscita quando si è accorto che il pubblico stava finendo in un vicolo senza via di fuga. Insieme ad Islam li ha condotti verso uno stretto passaggio. Insieme ad altri suoi colleghi (Nikita Ivanov e un altro Artem di cui non è stato reso il cognome) hanno lasciato per ultimi l’edificio assicurandosi che tutti fossero al sicuro. Anche il cameraman Ivan Pomorin è riuscito a salvare se stesso, i colleghi e alcuni spettatori (17 persone).
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