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Cronaca

Castellammare di Stabia, il punto sulle indagini per l’aggressione all’insegnante di sostegno: scuola blindata. Arrivano gli ispettori

Un’insegnante ha subito un’aggressione nei corridoi della scuola da parte di 30 genitori. Le accuse e le minacce in chat: cos’è successo

Una trentina di genitori, tra papà e mamme, alle 10.30 di giovedì 14 novembre hanno fatto irruzione all’interno dell’Istituto Salvati di Scanzano, a Castellammare di Stabia, per aggredire un’insegnante di sostegno di 30 anni. Secondo una prima ricostruzione, gli aggressori volevano farsi giustizia da soli in relazione alle accuse e alle voci che circolavano su quella professoressa: al momento dell’aggressione, i ragazzi erano in classe e parte di loro ha assistito alla scena.

Insegnante aggredita da 30 genitori: cos’è successo a Castellammare di Stabia (cityrumors.it / ansafoto)

Al momento ricoverata in ospedale con un trauma cranico, sembra che la professoressa durante l’aggressione abbia subito non solo pugni e schiaffi ma anche vere e proprie minacce di morte. Il tutto è accaduto mentre i 140 alunni dell’Istituto erano nelle loro classi per il normale svolgimento delle lezioni, che ovviamente è stato interrotto dal caos e dalle urla: a scatenare questa furia, dei sospetti proprio su quell’insegnante.

Il profilo hackerato

Già ad agosto, i profili social dell’insegnante avevano subito un attacco da parte di un hacker che era riuscito ad entrarvi e a spiare tutto ciò che contenevano. Nei giorni scorsi, poi, la stessa docente aveva ricevuto dei messaggi nei quali qualcuno la insultava pesantemente e la minacciava di morte. Al momento, la strada che gli investigatori stanno vagliando è quella del possibile collegamento con un fatto avvenuto qualche giorno fa proprio a scuola, quando la docente avrebbe beccato un 12enne mentre fumava la sigaretta elettronica nei bagni insieme ad alcuni compagni, infrazione per la quale avrebbe chiesto ed ottenuto una sospensione di 3 giorni.

Insegnante aggredita da 30 genitori: cos’è successo a Castellammare di Stabia (cityrumors.it / ansafoto)

Sempre nei giorni immediatamente precedenti a quello dell’aggressione, poi, su Facebook un post intitolato “L’urlo di una madre” è andato virale tra i genitori di Castellammare di Stabia: al suo interno, si legge di un presunto abuso commesso da una docente di quell’istituto nei confronti di un alunno e si fa riferimento a un “urlo mai ascoltato“, come una sorta di denuncia non creduta vera.

L’analisi delle chat

Nel frattempo, si indaga anche sul cellulare della docente affinché si identifichi la persona o le persone che le hanno inviato quelle minacce di morte e così da capire da dove nascano i timori dei genitori. Dalle prime analisi, emergono delle chat che la docente avrebbe con alcuni dei suoi studenti ma non si sa cosa contengano, se semplici comunicazioni relative alla scuola o qualcosa di più.

Il Messaggero, a tal proposito, riferisce che mercoledì scorso un gruppo di genitori preoccupati sarebbe andato in caserma per raccontare dei dettagli in merito all’operato di questa docente, ma al momento non emergono denunce. Dall’analisi degli smartphone, del pc e dei tablet della docente e di tutte le persone coinvolte, quindi, si spera che esca qualcosa di utile.

L’arrivo degli ispettori

Oggi, l’Istituto è stato chiuso ai minorenni e al suo interno ci sono gli ispettori che il ministro Valditara ha voluto mandare affinché si faccia chiarezza sulla situazione. “È un episodio di enorme gravità e di violenza estrema. Confido nella capacità investigativa dei carabinieri per accertare la verità dei fatti. Bisogna riportare al più presto la serenità nella scuola, tra gli studenti, i loro genitori e il corpo insegnanti” ha detto a tal proposito il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza.

Il Ministro dell’Istruzione, invece, ha detto che la scuola dev’essere un luogo dove si studia e si lavora in totale serenità, cosa che invece è venuta a mancare a Scanzano. “È grave che 30 parenti si siano arrogati il diritto di esercitare una sorta di giustizia fai da te contro un’insegnante”, commenta, sottolineando poi su X che l’epispdio testimonia l’imbarbarimento della società, che sta diventando sempre più violenta.

 

Giulia Belotti

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