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Cronaca

Esplodono le proteste per Ramy Elgaml, il 20enne morto a Milano durante una fuga in scooter dai Carabinieri. Incendi, scontri e disordini nella notte

Proseguono le proteste per la morte del 20enne egiziano. Azioni vandaliche nella notte: la tensione con le forze dell’ordine è alle stelle

Nella notte tra domenica 24 e lunedì 25 novembre, in via Ripamonti a Milano uno scooter TMax con a bordo un 20enne egiziano e un 22enne tunisino si è schiantato al termine di una lunga fuga dai Carabinieri. Ad avere la peggio è stato il più giovane che, in quel momento, non stava guidando ma era semplicemente un passeggero. A distanza di due giorni dall’evento, però, a Milano infuriano le proteste.

Esplodono le proteste per Ramy Elgaml: incendi e scontri a Milano (cityrumors.it / ansafoto)

Nel quartiere Corvetto, infatti, la notte scorsa un centinaio di persone si è riunito e scontrato con gli agenti di Polizia proprio per protesta contro la morte del 20enne egiziano. Sono stati lanciati petardi, fumogeni e bottiglie ed è stato anche vandalizzato un autobus della linea 93: qual è il punto della situazione.

L’inseguimento e l’incidente mortale

Secondo le ricostruzioni effettuate dagli agenti, lo scooter TMax con a bordo il 20enne egiziano e il 22enne tunisino non si sarebbe fermato a un posto di controllo situato in via Farini a Milano e avrebbe quindi iniziato una fuga in città, durante la quale avrebbe messo a rischio la vita di pedoni ed altri automobilisti. In via Ripamonti, però, il 22enne alla guida del mezzo e probabilmente senza patente avrebbe perso il controllo del TMax e sarebbe andato a schiantarsi ai bordi della strada.

Esplodono le proteste per Ramy Elgaml: incendi e scontri a Milano (cityrumors.it / ansafoto)

Niente da fare per il passeggero 20enne che, subito trasportato in codice rosso al Policlinico, è morto nonostante i molteplici tentativi di rianimazione. Il 22enne alla guida del mezzo è stato invece condotto al San Carlo: le sue condizioni, seppur serie, non l’hanno mai posto in pericolo di vita.

La guerriglia di protesta

Nel frattempo, a Milano sono esplose le proteste proprio per la morte del 20enne egiziano, come se le forze dell’ordine che lo inseguivano a causa di un mancato fermo al posto di blocco avessero qualche responsabilità nella sua morte. Iniziate domenica 24 novembre, sono proseguite anche lunedì 25 e per tutta la notte: sebbene inizialmente si siano concentrate sul luogo dello schianto, i rivoltosi si sono poi spostati al Policlinico dove il 20enne è stato dichiarato morto e, alle 18 di domenica, hanno organizzato un corteo non autorizzato con il quale hanno bloccato varie strade.

Nel pomeriggio di lunedì, una settantina di persone si è riunita nel quartiere Corvetto ed ha esposto striscioni in memoria del 20enne, chiedendo per lui verità e giustizia. Nella notte, però, la situazione è peggiorata: in via Omero, i rivoltosi hanno bloccato un autobus di passaggio, l’hanno sfasciato e vandalizzato e lo stesso han fatto con la vicina pensilina.

L’intervento della Celere

Gli agenti della Celere sono quindi arrivati sul luogo della protesta e sono intervenuti con lacrimogeni e cariche di alleggerimento per disperdere i rivoltosi, che hanno risposto con bottiglie e petardi. Arrestato un montenegrino di 23 anni con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lanci di oggetti pericolosi.

Via Omero a Milano si è trasformata in un campo di battaglia: una folla violenta, con il pretesto di protestare per la morte di un pregiudicato durante un inseguimento, ha dato il via a una guerriglia urbana in pieno stile banlieue” ha detto Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp. “Questi criminali non erano lì per chiedere giustizia, ma per lanciare un attacco aperto contro lo Stato ha poi concluso, chiedendo condanne senza sconti.

Giulia Belotti

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