La nuova legge che spiazza tutti i ristoratori e i clienti: spariranno migliaia di bustine di ketchup e maionese dai banconi di ristoranti e pizzerie
Dimenticate le classiche bustine di ketchup o maionese che accompagnano fedelmente le patatine fritte al tavolo del vostro locale preferito. A partire dall’estate del 2026, il paesaggio della ristorazione europea — e di riflesso quella italiana — è destinato a subire una trasformazione radicale.
Se prima l’utilizzo di confezioni singole era la norma per garantire rapidità e igiene, oggi la priorità è cambiata: la lotta all’inquinamento da plastica ha portato l’Unione Europea a dichiarare guerra al “monodose”.
La misura non nasce dal nulla, ma è il cuore pulsante del Regolamento (UE) 2025/40, meglio noto come Regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (PPWR). Questa normativa impone lo stop definitivo alle confezioni monouso nel settore dell’ospitalità e della ristorazione (HoReCa) a partire da agosto 2026. L’obiettivo è chiaro: ridurre drasticamente la montagna di rifiuti plastici non riciclabili prodotti quotidianamente da milioni di piccoli involucri che finiscono troppo spesso nell’indifferenziata o, peggio, nell’ambiente.
Ristoranti, bar, hotel e agriturismi saranno tenuti a rimuovere dai tavoli e dai buffet non solo le salse, ma anche le bustine di sale, zucchero, olio, latte, burro e marmellate. Al loro posto, i gestori dovranno adottare soluzioni alternative come barattoli collettivi, dispenser igienici a pressione o contenitori riutilizzabili e lavabili. Non si tratta solo di una questione alimentare: negli hotel spariranno anche i famosi “mini-kit” da bagno (shampoo, gel doccia e balsamo), sostituiti da erogatori ricaricabili a muro.
In Italia, l’applicazione di questa normativa è seguita con estrema attenzione. Sebbene l’UE abbia stabilito un calendario graduale con eccezioni mirate per facilitare l’adattamento, il settore dell’ospitalità italiano sta già sollevando dubbi sulla gestione pratica del cambiamento. A differenza di quanto avviene in altri Paesi, dove si discute l’uso di bioplastiche compostabili, il regolamento europeo mira a una riduzione netta degli imballaggi tout court, spingendo verso il riutilizzo.
I ristoratori italiani si trovano di fronte a un bivio: da un lato la necessità di rispettare rigidi standard igienici — un tema diventato sensibilissimo dopo la pandemia — e dall’altro l’obbligo di eliminare le bustine. Molti avvertono che la regolamentazione potrebbe rivelarsi complessa nella gestione dei costi e della logistica interna. Alcune associazioni di categoria propugnano investimenti in sistemi di riciclaggio più efficienti anziché un divieto totale, temendo che la sostituzione con grandi dispenser possa portare a uno spreco alimentare maggiore o a minori garanzie sulla freschezza del prodotto.
Tuttavia, il percorso è tracciato. Il “modello dispensa” tornerà a essere il protagonista, riportando sulle tavole ampolle e contenitori che sembravano appartenere a un’epoca passata. La sfida per l’Italia sarà coniugare la sua eccellenza gastronomica e il servizio impeccabile con una sostenibilità che non sia solo di facciata, ma strutturale.
Il soggiorno rappresenta il cuore di ogni abitazione moderna, lo spazio principale in cui l’estetica…
Con l'arrivo dell'estate e il passaggio a un guardaroba dalle linee più fluide, gli accessori…
Spesso si pensa che in un bagno piccolo la priorità sia ottimizzare lo spazio. Senza…
L'integrazione della tecnologia nei processi produttivi ha modificato l'organizzazione delle imprese, spostando archivi e comunicazioni…
C’è chi ha già deciso dove andare in vacanza e chi, invece, sta ancora valutando.…
Il gres porcellanato è un materiale ideale quando si progetta un bagno di lusso. Rappresenta…