Stava giocando nel parco della propria scuola, quando un muro è crollato e lo ha colpito, 4 sono gli indagati per omicidio
Jack Horions, un bambino di soli undici anni, stava giocando insieme ad alcuni suoi amici in un parco giochi, ancora in via di costruzione, nei pressi della Sint-Vincent School di Ekeren, in Belgio. Sembrava essere un momento di gioia, di divertimento. I ragazzi erano impegnati nel giocare a batti muro, che consiste nel lanciare la palla contro un muro una volta a testa, perde chi non riesce a colpirlo o viene colpito dalla ribattuta. Un momento di grande semplicità e quotidianità che presto si è trasformato in un dramma. Quel muro, infatti, faceva parte di una costruzione ancora soggetta ai lavori.
Così, mentre il gruppo l’aveva preso come obiettivo da colpire, a un certo punto la struttura è crollata, colpendo in pieno il povero Jack Horions. Il ragazzo è stato subito soccorso. Le sue condizioni, si era capito fin dal momento dell’impatto, erano critiche. L’ambulanza ha portato l’undicenne nell’ospedale universitario più vicino, dov’è stato ricoverato nella speranza, rivelatasi poi vana, di salvargli la vita. Due giorni dopo il tragico incidente è arrivata la dolorosa notizia, che ha stravolto il popolo belga, toccato dalla lotta del povero bambino: Jack Horions non ce l’ha fatta a vincere quell’ardua battaglia tra la sopravvivenza e la morte.
Questo evento ha avuto una rilevanza internazionale, coinvolgendo milioni di persone. I genitori, dopo la perdita, hanno raccontato in un’intervista: “Il nostro Jack era un ragazzino così straordinariamente generoso. Era bello e sempre positivo”, hanno confessato con il nodo alla gola. Anche individualità di una certa importanza hanno espresso il loro dolore e il loro affetto alla famiglia, tra queste anche l’attaccante del Galatasaray – ed ex Napoli – Dries Mertens. Il giocatore belga ha scritto sui social: “I nostri avversari non hanno più alcuna possibilità, perché d’ora in poi giocheranno con un uomo in più”.
Nel frattempo, la procura di Anversa ha aperto un’indagine sulle circostanze dell’incidente. Queste avrebbero portato a una scoperta inaspettata: le fondamenta, sulle quali si basava il muro caduto, erano insufficienti per garantirne la stabilità. La sua costruzione, d’altronde, era stata fatta da un gruppo di volontari composto da genitori e maestri. Nel mirino del pubblico ministero di Anversa ci sarebbero ora l’ex direttrice Sint-Vincent School, una maestra e un’altra dipendente di quella scuola, considerate responsabili di quanto avvenuto a Ekeren. A questi potrebbe aggiungersi un consulente per la prevenzione, reo di aver approvato la ricostruzione del parco giochi senza fare al sul muro zare subbi sull’instabilità del muro.
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