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Netflix, spese folli e truffe: un bluff da 50 milioni di euro

Il colosso dello streaming finisce nei guai: le spese folli di un regista hanno portato ad un buco clamoroso. E ora scatta il processo, che potrebbe portare a sentenze shock

Potrebbe essere la sceneggiatura di un film hollywoodiano, ma ancora una volta la finzione è stata superata dalla realtà: un regista americano è stato dichiarato colpevole a New York di aver frodato Netflix per undici milioni di dollari (oltre nove milioni di euro). La modalità con la quale è riuscito a farsi beffe del servizio di streaming internazionale, è davvero incredibile.

Netflix, spese folli e truffe: un bluff da 50 milioni di euro – cityrumors.it – Pixabay Foto

Avete presente le truffe diventate famose nei film del passato: quando il malvivente di turno chiede soldi, promettendo dei servizi e poi scappa all’improvviso? La stessa situazione si è ripetuta negli Stati Uniti, con un noto regista che, dopo aver fatto una promessa al colosso dello streaming, ed aver incassato una cifra record per un progetto che si annunciava innovativo ed eccezionale, si è clamorosamente dileguato. Facendo perdere le sue tracce.

Il regista accusato di aver truffato Netflix: oltre cinquanta milioni di euro

Il protagonista di questa truffa si chiama Carl Rinsch, da tutti conosciuto come il regista e padre putativo del film “47 Ronin” con Keanu Reeves. Un film che nel 2013 incassò dal botteghino oltre centocinquanta milioni di euro (trentotto negli Stati Uniti d’America). Rinsch, ha ricevuto una somma clamorosa da Netflix per produrre e realizzare una serie tv che era stata annunciata come innovativa e rivoluzionaria.

Il regista accusato di aver truffato Netflix: oltre cinquanta milioni di euro – cityrumors.it

Il regista pretese ed ottenne la somma di trentasette milioni e mezzo di euro, per realizzare la serie di fantascienza denominata White Horse. Rinsch incassò la cifra, ma non contento pretese altri dieci milioni di euro, sottolineando la necessità di disporre di altri fondi aggiuntivi per poter completare la produzione. Somma che Netflix si è impegnata a sborsare: ma i quasi cinquanta milioni di euro incassati non sono stati minimamente destinati alla produzione della serie. Il regista li ha invece utilizzati per acquistare diverse Rolls-Royce, orologi e biancheria da letto di lusso. Ha trasferito il denaro ricevuto sul suo conto personale: secondo  l’accusa, ne perse circa la metà in pochi mesi a causa di diversi investimenti falliti. Iniziò quindi a investire il surplus nel mercato delle criptovalute, una mossa che in effetti diede un certo successo.

Successivamente, Rinsch si è dato completamente a Hollywood: ha acquistato cinque Rolls-Royce e una Ferrari, ma ha anche speso 550.000 euro in orologi e vestiti. Il regista ha inoltre speso 544.000 euro in materassi e altri 250.000 euro in biancheria da letto e biancheria di lusso. Infine, il regista americano ha utilizzato parte del denaro per saldare circa 1,5 milioni di euro di fatture di carte di credito, secondo i pubblici ministeri. Inutile dire che Rinsch non ha mai terminato la serie. Secondo il suo avvocato, Benjamin Zeman, la condanna è ingiusta e costituisce un “precedente potenzialmente pericoloso”. Netflix ha rifiutato di commentare. La sentenza sarà annunciata ad aprile. Rischia una pena detentiva di 20 anni.

Paolo Colantoni

Amo scrivere, raccontare e leggere. Adoro i film, le serie poliziesche e la musica. Ho cantato con Michael Jackson (ho le prove) e collaborato con testate nazionali (Libero, Corriere dello Sport, Tuttosport e Radio 101), regionali (Rsa, Radio Incontro Olympia, Teleroma 56), siti e riviste. Enzo Biagi diceva che il giornalista è un “testimone dei fatti”. Noi proviamo ad esserlo della realtà di oggi.

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