Dal 2 aprile, anche i cittadini italiani devono richiedere un’autorizzazione simile all’ETA statunitense per entrare nel Regno Unito
Se avete mai viaggiato negli Stati Uniti, il nuovo sistema di ingresso nel Regno Unito vi suonerà familiare. Dal 2 aprile, infatti, chi proviene dall’Unione Europea – e quindi anche gli italiani – dovrà ottenere un’autorizzazione elettronica di viaggio (ETA) prima di entrare nel paese.
Il sistema richiama da vicino l’ESTA americano. Quello londinese avrà una procedura snella e con un costo contenuto, ma rappresenta un ulteriore passo nella stretta sui controlli alle frontiere post-Brexit.
L’introduzione dell’ETA rientra nella strategia del Regno Unito per rafforzare la sicurezza alle frontiere e monitorare con maggiore precisione i flussi migratori. Dopo la Brexit, Londra ha progressivamente ridisegnato le proprie politiche di ingresso, puntando su controlli più stringenti simili a quelli adottati da altre grandi potenze come gli Stati Uniti e il Canada.
Il permesso elettronico sarà obbligatorio per tutti i visitatori che vogliano entrare nel Regno Unito per meno di sei mesi, sia per turismo che per affari, e avrà un costo di circa 12 euro (10 sterline). Chi possiede già un visto, un permesso di soggiorno o di studio, o ha cittadinanza britannica o irlandese, ne sarà esentato.
La nuova misura punta anche a rendere più rapido l’ingresso nel Paese, digitalizzando i controlli ed evitando procedure più lunghe alle frontiere. Tuttavia, potrebbe rappresentare un ulteriore ostacolo per chi era abituato a viaggiare liberamente nel Regno Unito. Ovviamente, prima della Brexit. Ecco una nuova fase nei rapporti tra Londra e l’Unione Europea.
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