Anche nel 2024 sarà possibile usufruire del Bonus fino ad 800 euro. Ecco chi può richiederlo e come farlo.
Gli anni della pandemia di Coronavirus sono stati duri per tutti ma soprattutto per i lavoratori autonomi (professionisti e partite IVA). In quel periodo venne istituito, in via sperimentale e per il periodo 2021-2023, il cosiddetto Bonus Partite IVA o ISCRO (Indennità straordinaria di continuità reddituale operativa), al fine di aiutare queste categorie di lavoratori in difficoltà economica.
Con la nuova Legge di Bilancio pare che questo Bonus sarà attivo anche nel 2024 come misura contro il carovita e l’inflazione, ma cambieranno i requisiti per poterne usufruire.
Il Bonus Partite IVA è una somma di denaro che viene erogata ogni mese ai lavoratori:
A partire dal 2024, il Bonus Partite IVA avrà molte differenze dalla configurazione degli anni precedenti. Attualmente, per percepirlo, è necessario aver prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno anteriore alla presentazione della richiesta, al di sotto del 50% della media dei redditi da lavoro autonomo. Rispetto a quelli incassati nei tre anni anteriori all’anno che precede presentazione della richiesta (vale a dire 2019, 2020 e 2021). Con la Legge di Bilancio 2024, invece, per ottenerlo è necessario che il beneficiario abbia subito una diminuzione del reddito di lavoro del 70% rispetto ai due anni precedenti.
Quanto al reddito, quello da prendere in riferimento, cioè quello dell’anno che precede la presentazione della domanda, è pari a 8.972,04 euro massimo. Dal 2024, invece, non potrà essere superiore a 12.000 euro. Infine, se fino ad ora il Bonus Partite IVA non rientrava nella formazione del reddito, dal 2024 vi rientrerà e sarà dunque tassato. Nulla cambia invece dal punto di vista della data di chiusura della Partita IVA. Se nel semestre in cui si riceve il contributo si dovesse chiudere la Partita IVA, l’erogazione del bonus sarà sospesa.
Con il Bonus Partite IVA, che molto probabilmente prenderà il nome di “indennità di discontinuità reddituale”, si potrà ottenere un importo che va da 200 fino ad 800 euro al mese. L’importo infatti è pari al 25%, su base semestrale dell’ultimo reddito da lavoro autonomo certificato dall’Agenzia delle Entrate. E già trasmesso da quest’ultima all’istituto di previdenza, alla data di presentazione della richiesta. La richiesta per ottenere l’indennizzo può essere fatta una sola volta: si otterrà così il contributo una tantum nel triennio 2021-2023 e sarà versato a partire dal primo giorno posteriore alla data di presentazione della domanda.
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