È in arrivo una nuova misura per tutelare le famiglie con il caro affitti, un bonus che non è per tutti: ecco come funziona l’incentivo.
Una delle sfide maggiori per molte famiglie italiane è il pagamento dei canoni di affitto che sono sempre più elevati. Negli ultimissimi anni, il costo degli affitti nelle città italiane, soprattutto in quelle principali, ha registrato un rincaro significativo, mettendo a dura prova il bilancio di numerosi nuclei.
Le cause principali del caro affitti risiedono nella domanda superiore all’offerta, alla speculazione immobiliare, agli affitti brevi, alla pressione economica, all’instabilità abitativa e anche alle disparità sociali. Gli amministratori hanno provato a trovare soluzioni adeguate per superare questo problema, inserendo incentivi per l’edilizia popolare e promuovere agevolazioni fiscali per inquilini e locatori.
Quel che è certo è che affrontare il disagio degli affitti alti richiede un impegno costante e congiunto da parte delle comunità locali, dei privati e delle istituzioni che devono lavorare congiuntamente per garantire il diritto fondamentale alla casa. Una delle novità più interessanti è l’introduzione dell’affitto civico, una realtà che consente di far incontrate domanda e offerta. Andiamo a vedere di che cosa si tratta.
L’affitto civico è un nuovo servizio proposto dalla Fondazione Abitare Bologna, la quale opera come agenzia sociale per l’affitto con l’obiettivo di garantire una soluzione al problema dell’abitazione nel territorio metropolitano. La nuova misura è un nuovo patto che si va a instaurare tra chi offre e chi cerca un immobile per trovare una soluzione al bisogno abitativo.
Per promuovere la misura sono stati stanziati 5 milioni di euro con l’obiettivo di tutelare proprietari e cittadini. La Fondazione si prefigge lo scopo di intermediarie tra domanda e offerta proponendo soluzioni vantaggiose per tutti. Grazie all’affitto civico, i proprietari hanno diversi vantaggi: rimborso IMU, garanzia di ricevere il canone concordato 3+2, rimborso a fondo perduto; canone garantito per un anno anche in caso di morosità.
Dunque, i proprietari ricevono il canone concordato, mentre gli inquilini pagano un valore medio. Sarà la Fondazione a pagare la differenza al proprietario. Proprio questo è il valore aggiunto dell’affitto civico, garantendo alloggi ai cittadini a prezzo sostenibile senza penalizzare i proprietari. Tuttavia, ci sono dei requisiti per poterlo avere.
È bene sottolineare che l’affitto civico si può sfruttare solo a Bologna e possono fruirne solamente le famiglie con ISEE tra 9.360 e 35.000 euro, basta che non posseggano il diritto reale superiore al 50% di una casa nella città. Il canone, inoltre, non potrà superare il 30% del reddito del nucleo. Un altro requisito richiesto è la solvibilità economica degli inquilini. Tutte le informazioni in merito alla misura si possono prendere sul sito della fondazione.
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