Fino ad oggi, ogni anno in Europa vengono prodotte ben 42mila tonnellate di particelle nocive, parte delle quali vengono da brillantini e microsfere
La decisione, che da oggi diventa esecutiva, arriva infatti dall’Unione Europea, per combattere la dispersione di microplastiche, alla base di questi prodotti, aggiunte intenzionalmente. L’obiettivo è di limitare la dispersione almeno del 30% entro il 2030, invitando le aziende a trovare alternative ecocompatibili.
Questi materiali, costituiti da frammenti di plastica estremamente piccoli vengono deliberatamente incorporati in vari prodotti, tra cui cosmetici, detergenti, articoli per la cura personale e superfici sportive artificiali, allo scopo di migliorarne la consistenza, il colore, la fragranza o persino di agire come agenti esfolianti nei prodotti cosmetici.
La decisione storica era stata presa dalla Commissione Europea lo scorso 25 settembre sulla base delle prove scientifiche fornite dall’ECHA, l’Agenzia europea delle sostanze chimiche. Così, da oggi 15 ottobre, non potranno più essere commercializzate merci che contengono i glitter liberi, quelli cioè che si perdono nell’ambiente. Una misura presa per contrastare la dispersione delle microplastiche, ritrovate non solo negli ambienti marini e terrestri, ma anche nel sangue umano, come ha reso tristemente noto un celebre recente studio scientifico pubblicato sul quotidiano inglese The Guardian. Si va dal glitter, composto fatto di polimeri e alluminio oggi utilizzato dai trucchi ai biglietti di auguri, sino alle microsfere e altri materiali usati in cosmetica, oppure in determinati detergenti, o ancora quelle alla base di superfici sportive artificiali, per un volume d’affari di quasi 1 miliardo di euro all’anno. In particolare il divieto riguarderà anche una serie di cosmetici per il trucco come fondotinta, eyeliner, mascara, rossetti e smalti, la cui composizione, affinché possano essere venduti legalmente, andrà rivista. Un divieto che ha comunque suscitato alcune polemiche e soprattutto un’ incredibile corsa all’acquisto degli ultimi prodotti presenti sugli scaffali dei negozi che ha portato un’impennata delle vendite nelle ultime ore.
La stretta normativa fa parte della più ampia strategia delineata nel Green Deal, il Piano d’azione zero inquinamento e punta a eliminare le microplastiche dal maggior numero possibile di prodotti. L’obiettivo fissato è limitare la dispersione nell’ ambiente delle microplastiche di almeno il 30% entro il 2030. Soltanto nei casi debitamente giustificati, ha spiegato la Commissione europea, si applicheranno deroghe e periodi transitori per permettere ai produttori di adeguarsi alle nuove norme. “Questa restrizione contribuisce alla transizione verde dell’industria dell’Ue e promuove prodotti innovativi privi di microplastiche, dai cosmetici ai detergenti fino alle superfici sportive“, ha dichiarato Thierry Breton, commissario per il mercato interno, nel comunicato stampa dell’Ue.
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