Se l’ex moglie può lavorare, le spetta comunque l’assegno di mantenimento? La risposta non è scontata

In caso di separazione la ex moglie è in grado di lavorare, ha comunque il diritto di ricevere l’assegno di mantenimento?

Le leggi italiane in materia di separazione e divorzio sono in continua evoluzione. Infatti si adeguano ai mutamenti di approccio e cultura della società, essendo un tema che coinvolge una serie di aspetti molto sensibili del diritto familiare e non solo. Dunque la normativa è complessa e in aggiornamento costante.

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Il mantenimento è sempre un diritto? – cityrumors.it

La separazione, non è la stessa cosa del divorzio, comporta il diritto al mantenimento del coniuge economicamente più debole, se non possiede adeguati mezzi di sostentamento. Ma i presupposti dell’assegno di mantenimento sono sempre temi molto discussi nelle aule dei tribunali, con risultati sorprendenti. Vediamo quali.

Assegno di mantenimento, quando spetta alla moglie

Diciamo subito che l’assegno di mantenimento non spetta sempre alla moglie in caso di separazione. La legge italiana, infatti, prevede che il giudice debba valutare una serie di fattori per determinare se il coniuge economicamente più debole abbia diritto al mantenimento e, in caso affermativo, di quale ammontare debba essere.

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Separazione e mantenimento, diritti e doveri della coppia – cityrumors.it

L’Assegno di mantenimento non viene riconosciuto automaticamente e il suo diritto va commisurato con il diritto-dovere al lavoro. Con l’ordinanza 17805/2023 la Corte suprema ha rigettato il ricorso di una giovane donna alla quale non era stato concesso il mantenimento a causa della sua giovane età e del suo rifiuto di un percorso di reinserimento lavorativo avanzato dai servizi sociali.

Giovane età (quindi potenzialità lavorativa) e rifiuto della proposta di riavvicinamento al lavoro sono state valutate rilevanti dai giudici, nella vicenda in esame. Il tribunale ha valutato la capacità lavorativa del coniuge richiedente che, essendo in grado di lavorare e mantenersi autonomamente, non aveva  diritto al mantenimento.

Nel caso particolare poi  l’ex marito pagava il canone di locazione dell’appartamento dove viveva la giovane donna con la figlia. Questo per i giudici era lo sforzo economico che l’ex marito poteva permettersi in considerazione delle sue condizioni reddituali. Inoltre la giovane donna chiedeva il mantenimento per i beni posseduti dalla ex suocera, ma i giudici hanno considerato irrilevante la cosa.

Le donazioni della ex suocera all’ex marito non costituivano reddito e non potevano essere calcolate nell’assegno di mantenimento. Infatti gli obblighi di mantenimento del coniuge senza mezzi economici propri (articolo 156 del Codice civile) pesano esclusivamente sui coniugi stessi e non sui loro genitori. La Cassazione ha quindi respinto il ricorso della donna con il riconoscimento esclusivo del mantenimento per la figlia.

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