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Corea del Nord, nuovo divieto imposto Kim Jong-Un: “Basta partite del Tottenham”

Kim Jong-Un vieta ufficialmente le partite del Tottenham dalla Corea del Nord. Gli Spurs non potranno più entrare in tv

Il dittatore nordcoreano Kim Jong-Un ne ha combinata un’altra delle sue, questa volta per fortuna senza bisogno di lanciare razzi o cose del genere. Questa volta i danni collaterali sono un po’ meno importanti, dal momento che l’ultimo divieto stabilito nel suo paese è prettamente sportivo e colpisce duramente i tifosi del Tottenham.

Corea del Nord, nuovo divieto imposto Kim Jong-Un: “Basta partite del Tottenham” (Ansa Foto) – Cityrumors.it

Gli Spurs presenti in Corea del Nord, infatti, non potranno più vedere le partite della loro squadra del cuore. La decisione è stata presa per un motivo ben preciso: il capitano degli Spurs, Son Heung-min, è sudcoreano, e secondo il regime, la sua nazionalità è inaccettabile.

Già in passato, il leader nordcoreano aveva escluso la trasmissione di partite di altri club inglesi. Questa volta, però, la misura colpisce in modo più mirato, interessando esclusivamente le partite del Tottenham.

Sotto il rigido controllo della Korean Central Television (KCTV), la televisione di stato, i cittadini del Paese possono seguire i riassunti delle partite della Premier League, della Champions League e della Coppa del Mondo, insieme ad altri eventi calcistici di rilievo internazionale. Fino al 2023, i nordcoreani avevano avuto accesso anche a campionati come la Bundesliga, la Liga, la Ligue 1 e la Serie A. Tuttavia, il regime ha deciso di restringere ulteriormente la programmazione, eliminando ora del tutto le partite degli Spurs dal palinsesto.

Il Tottenham “cancellato” in Corea del Nord

Il divieto si basa sulla considerazione della Corea del Nord nei confronti della Corea del Sud, vista come uno “stato nemico”. Non è la prima volta che il dittatore prende decisioni di questo tipo: la scorsa stagione, ad esempio, le partite che vedevano protagonisti altri club con giocatori sudcoreani come Hwang Hee-chan e Kim Ji-soo erano state anch’esse bandite.

I critici hanno sottolineato come questa mossa, oltre a essere un gesto di politica interna, rischi di isolare ulteriormente la nazione nel panorama sportivo mondiale, creando un divario culturale e mediatico che potrebbe avere ripercussioni durature.

Il Tottenham “cancellato” in Corea del Nord (Ansa Foto) – Cityrumors.it

Tuttavia, per il regime nordcoreano, la decisione è una questione di principio: difendere ciò che considerano valori nazionali superiori, anche a costo di penalizzare gli appassionati di calcio.

Stasera, mentre il Tottenham si prepara a sfidare il Manchester United – la squadra prediletta dal dittatore – non si esclude che Kim Jong-Un possa riflettere sul peso di questa decisione, soprattutto considerando l’impatto sui rapporti con i tifosi e sul panorama sportivo internazionale. L’episodio rimane un ulteriore esempio di come il calcio, al di là di essere un semplice sport, diventi terreno di battaglia per ideologie e simboli politici.

Marco Ercole

Giornalista, scrittore, amante della lettura. Mi piace scrivere di ogni cosa, diversificare gli interessi, ma tendenzialmente mi occupo di sport da 20 anni, collaborando anche con Repubblica, FOXSports, Corriere dello Sport, Tuttosport, Il Millimetro e molto altro ancora.

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