Il noto procuratore fa il punto della situazione del mercato in generale e anche dei suoi assistiti, tra cui c’è l’allenatore dell’Inter
E’ uno dei procuratori più inseguiti e più ascoltati nell’ambito del mercato. E’ uno dei più esperti e saggi del movimento, tanto che diversi giocatori una volta che stanno con lui difficilmente lo lasciano. Tullio Tinti più che un procuratore è una specie di zio o papà per i calciatori e loro si fidano.
Basti pensare che l’attuale allenatore dell’Inter segue Tullio Tinti da quando era un ragazzino, giovanissimo calciatore, sia lui che il fratello Filippo. “Una famiglia straordinaria, con genitori che hanno fatto un lavoro pazzesco“, racconta il manager che poi riprende a Cityrumors.it aggiungendo che tra loro il rapporto ormai è praticamente a livello famigliare.
E’ un feeling che nasce da lontano e la carriera da giocatore prima e da allenatore poi per Tinti è stata un crescendo, tanto che prima con la Lazio, dove aveva fatto benissimo e poi con l’Inter con cui si è consacrato, conquistando lo scudetto e sfiorando un anno fa anche la vittoria della Champions, persa per un soffio in finale col Manchester City. Adesso Inzaghi ha firmato un rinnovo di contratto ricco e duraturo con l’Inter.
Tanti hanno storto la bocca, ma Tinti sottolinea un aspetto che pochi guardano: “Simone ha fatto lievitare il patrimonio dell’Inter e questo è un merito come allenatore, per quello che ha fatto all’Inter in questi anni, merita un contratto del genere, i giocatori credo che si trovino bene con lui e la squadra gioca anche bene e diverte. A me sembra abbia fatto un lavoro eccezionale ed è riconosciuto anche dal club“.
Da Simone Inzaghi si passa ad un altro suo assistito, un ragazzo che ha fatto vedere meraviglie, soprattutto all’inizio del campionato dove non faceva altro che segnare a ripetizione con la maglia del Monza e non è un attaccante.
“Colpani è un ragazzo incredibile, un talento ma in Italia ce ne sono tanti, peccato che non vengono fatti giocare quanto dovrebbero fare”, dice Tinti che quasi attacca il sistema, ma su questo non dice nulla di più, anche se tanti vorrebbero che i giovani giocassero di più.
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