Odysseus è allunato: ecco il primo lander privato ad arrivare sul satellite

E’ una prima assoluta nella storia dell’era spaziale e segna anche il ritorno di un veicolo americano sulla Luna a 52 anni dall’ultima missione del programma Apollo

Odysseus, questo è il nome del primo lander privato che si è posato sulla Luna. Il lancio della missione è avvenuto il 15 febbraio 2024 da Cape Canaveral, in Florida, con un razzo Falcon 9 di SpaceX, dall’azienda texana Intuitive Machine Odysseus. E’ entrato nell’orbita lunare il 21 febbraio, dopo aver percorso un milione di chilometri. L’impresa segna il ritorno di un veicolo americano sulla Luna a 52 anni dall’ultima missione del programma Apollo e il primo in assoluto di un’azienda privata.

Il lander privato allunato sul satellite – Cityrumors.it –

 

Il lander, che a bordo ha alcuni strumenti della Nasa, è alto poco più di quattro metri. L’allunaggio, nei pressi del cratere Malapert A alle 17.23 ora di Houston, in Texas, dove si trova la sala di controllo dell’azienda, è avvenuto in maniera automatizzata tramite un sistema di navigazione con camere e sensori laser, pur con qualche problema tecnico ancora non chiarito del tutto.

Pronti a tornare sulla Luna

Era dall’11 dicembre 1972 che un veicolo costruito negli Stati Uniti non si posava sul suolo lunare. L’azienda con sede a Houston ha compiuto così quello che in molti già definiscono, parafrasando l’iconica frase pronunciata da Armstrong nel momento di compiere il decisivo balzo finale sul suolo lunare, “un passo da gigante per i privati”. Questa spedizione aspira a essere la fase preparatoria alla successiva, prevista nel 2026, quando la Nasa conta di inviare degli astronauti con le missioni Artemis. Nella regione c’è acqua sotto forma di ghiaccio, una risorsa di ovvio interesse per future missioni sulla Luna con equipaggio.

Odysseus, alimentato da pannelli solari, dovrebbe funzionare per circa sette giorni prima dell’arrivo della notte polare. Infatti, la missione, nominata IM-1, prevede di svolgere una serie di 12 esperimenti scientifici, di cui 6 per conto della NASA, tra cui una speciale fotocamera per l’analisi dettagliata della regolite lunare, che l’ha finanziata per 118 milioni di dollari. Gli altri sei sono invece provenienti dal settore commerciale, fra questi c’è anche un’opera d’arte, un contenitore con 125 sculture in miniatura delle fasi lunari in acciaio inossidabile, realizzate da Jeff Koons.

L’impronta del primo uomo sulla luna – Cityrumors.it –

 

Momenti decisivi

Il fatidico momento del “tocco” del lander sulla superficie lunare, in attesa del “bip” che segnalava l’allunaggio è stato infinito.  Per 15 lunghissimi minuti dal veicolo non arrivava infatti nessun segnale e si sono vissuti attimi di tensione, ma dopo l’utilizzo di più antenne da Terra finalmente, pur se debole, il segnale è fortunatamente rimbalzato sulla terra, facendo tirare un sospiro di sollievo con applauso al seguito. “Possiamo confermare senza dubbio che il nostro veicolo è sulla superficie della Luna e che stiamo trasmettendo”, ha detto il direttore di volo Tim Crain. Successo inseguito dopo i fallimenti del lander Peregrine dell’azienda americana Astrobotic nello scorso gennaio e quelli dei lander da Hakuto-R M1 della giapponese ispace nel 2023 e di Beresheet, dell’azienda israeliana SpaceIL nel 2019. La discesa di questo mezzo americano sulla superficie lunare è di importanza fondamentale per il settore spaziale, e in particolare per il futuro della Lunar Economy.

Gestione cookie