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Cronaca

Femminicidio Francesca Deidda, dopo sei mesi il marito Igor Sollai confessa: “Ecco come l’ho uccisa”

Si trova in carcere da luglio ma si era sempre detto innocente. Igor Sollai, però, ha confessato: ha ucciso lui la moglie Francesca Deidda

Scomparsa dal Cagliaritano il 10 maggio 2024 e ritrovata senza vita il 18 luglio all’interno di un borsone nascosto tra le sterpaglie di fianco ad una strada statale, Francesca Deidda era una donna dalla vita semplice. Con i suoi 42 anni, lavorava in un call center e condivideva la vita con Igor, suo marito. Dal momento della scomparsa, però, la denuncia viene presentata con settimane di ritardo: a distanza di sei mesi da quel giorno, il marito Igor Sollai ha confessato di averla uccisa lui.

Igor Sollai ha confessato l’omicidio di Francesca Deidda: il crollo a sei mesi dalla scomparsa (cityrumors.it / ansafoto)

Dopo aver proclamato a gran voce la propria innocenza fin dal primo momento del ritrovamento del cadavere della moglie, a distanza di sei mesi Igor Sollai ha ceduto ed ha ammesso tutto. Già in carcere da luglio con l’accusa di omicidio volontario aggravato ed occultamento di cadavere, nella serata del 21 novembre ha confessato tutto in un lungo interrogatorio svolto alla presenza del pm Marco Cocco e dei suoi avvocati Laura Piraba e Carlo Demurtas.

La sparizione di Francesca Deidda

Il 10 maggio 2024, Francesca sparisce nel nulla. Al call center in cui lavorava arriva una lettera formale di dimissioni, motivo per cui i capi non si insospettiscono quando non la vedono più arrivare in ufficio. I colleghi, però, le scrivono per capire cosa sia successo e ai loro messaggi seguono delle risposte che, seppur strane, in qualche modo li convincono che ciò che dice il marito sia vero: Francesca, a suo dire, si è presa una pausa. Le settimane, però, passano e i dubbi iniziano a venire a tutti: cruciale, a questo punto, una trappola tesa da una collega della Deidda.

Igor Sollai ha confessato l’omicidio di Francesca Deidda: il crollo a sei mesi dalla scomparsa (cityrumors.it / ansafoto)

Insospettita da questa lunga ed inspiegabile assenza di Francesca, la collega le invia un messaggio nel quale fa riferimento ad un terzo collega che, però, non esiste né è mai esistito. A quel messaggio chi ha in mano lo smartphone della Deidda risponde, segno del fatto che non sia lei a gestire il dispositivo ma qualcuno che potrebbe averle fatto del male. A luglio, quindi, per la scomparsa della moglie viene arrestato Igor Sollai, fin dal primo momento unico sospettato: pochi giorni dopo, il ritrovamento del cadavere della donna spegne ogni speranza di ritrovarla viva.

La confessione di Igor Sollai

A distanza di sei mesi dalla sparizione della moglie, nella tarda serata del 21 novembre Igor Sollai ha ammesso di aver ucciso la moglie e di essersi sbarazzato del suo corpo. Al momento non si sa se al pm Marco Cocco e ai suoi avvocati Laura Piraba e Carlo Demurtas abbia dato delle motivazioni in merito ai suoi gesti: per l’accusa, alla base del femminicidio c’è la sete di denaro, poiché con la morte della donna si sarebbe potuto intascare la sua assicurazione sulla vita.

Secondo l’autopsia eseguita sul corpo di Francesca, la donna sarebbe stata uccisa nel sonno. Igor Sollai l’avrebbe colpita con un oggetto contundente alla testa e, poiché dormiva quando ha subito l’aggressione, non si è in alcun modo difesa. Anche per questi esiti, secondo l’accusa l’omicidio è stato premeditato.

Tutti gli indizi su Igor Sollai

Anche prima della confessione del marito, che di fatto chiude il caso, tutti i sospetti sulla morte di Francesca Deidda portavano al marito Igor Sollai. Molti gli indizi: innanzitutto la sua versione relativa ad un allontanamento volontario della moglie non ha mai convinto nessuno. In secondo luogo, poco dopo la scomparsa Sollai ha messo in vendita l’auto che usava la moglie, preoccupandosi che l’acquirente la lavasse bene e la igienizzasse appena possibile. Subito in vendita anche il divano del soggiorno di casa, del quale però non è riuscito a sbarazzarsi.

In merito ai suoi spostamenti, infine, nei giorni precedenti la scomparsa della moglie il furgone con il quale Sollai si spostava per lavoro si è fermato spesso lungo la vecchia statale 125, dove poi è stato ritrovato il borsone con all’interno i resti del corpo della donna.

Giulia Belotti

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