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Cronaca

Mia figlia aveva fatto 4 giri prima che fermassero tutto

«Il corpo di mia figlia aveva fatto 4 giri completi intorno all’asse, prima che un operaio fermasse la macchina, che stava andando alla velocità massima. Ormai sembrava un gomitolo, aveva la testa schiacciata contro il rullo. È stato terribile guardare quelle immagini, ma ho dovuto farlo».

A parlare, a tenere questo terribile ricordo è Emma Marrazzo. La figlia Luana il 3 maggio 2021 è morta in un modo indicibile. Era giovanissima, madre di un bambino. Un tragico incidente sul lavoro a Montemurlo in provincia di Prato, pose fine alla sua vita.

Mia figlia aveva fatto 4 giri prima che fermassero tutto (Foto Ansa) Cityrumors

La ragazza rimasta stritolata da un orditoio tessitore i cui sistemi di sicurezza risultarono manomessi. Fu catturata dal macchinario mentre questo girava ad alta velocità. Una perizia ha stabilito che la macchina aveva il cancello di protezione automatico disattivato, permettendone il funzionamento. «Vedo che ne muoiono sempre così tanti, e ogni giorno. Tutti lavoratori come mia figlia», dice con amarezza.

«Ma il governo non vuole fare niente. Io so che queste sono morti volute, perché sul tema lavoro ci sono troppe cose che non vanno, e noi vedove di mariti o figli sappiamo cosa vuol dire. Servono pene più severe, con l’aggravante. Se no, tutto è inutile».

Un bambino ancora piccolo

Luana D’Orazio aveva condiviso in famiglia le sue preoccupazioni per la sicurezza in fabbrica. Ma, aggiunge la madre Emma, «ai padroni non importa nulla dei morti, in loro non esiste una vera cultura del lavoro. Nel caso di Luana, sarebbe bastato lasciare attiva la fotocellula, ma non è andata così.

E per ben due anni ha rischiato di finire dentro alla macchina, e alla fine c’è finita. E io mi devo sentir dire: “ma come è possibile che sia finita nel rullo…”, come se fosse colpa sua». Luana, giovanissima, aveva un bambino di 5 anni, Alessio.
«Quel giorno tutto si è rotto, e un velo nero è calato sopra la mia famiglia. Io non so chi ci dà la forza di vivere, se non questo bambino, il figlio di Luana, che non chiede più di sua madre. Io non posso dimenticare Luana, che non ho più. Luana è morta peggio di come si moriva negli anni Sessanta».

Riccardo Sciarretta

Mi chiamo Riccardo Sciarretta e vivo in provincia di Roma. Sono un Giornalista pubblicista iscritto all’ordine del Lazio e mi piace essere sempre informato sulle ultime notizie nel mondo. La mia passione più grande è la cucina, oltre ovviamente alla mia famiglia.

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