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Hai la dispensa piena, ma ordini cibo d’asporto? Per gli esperti soffri di un problema serio

Secondo gli esperti, chi preferisce ordinare del cibo d’asporto, nonostante abbia la dispensa o il frigorifero pieno di viveri, nasconde una precisa serie di caratteristiche

Chi preferisce acquistare del cibo d’asporto? Una volta ordinare una pizza, un hamburger, un menù completo in un fast food o in una delle più famose catene, era sinonimo di frigo o dispensa vuota. Le nostre mamme, quando non avevano fatto la spesa, o si erano trovate di fronte ad una situazione emergenziale, ci spingevano ad ordinare del cibo d’asporto. Oggi la situazione è cambiata.

Hai la dispensa piena, ma ordini cibo d’asporto? Per gli esperti soffri di un problema serio – cityrumors.it

Nonostante molte famiglie si trovino nelle condizioni di poter disporre di un frigorifero stracolmo, la tendenza ad acquistare cibi d’asporto è sempre più alta. Qual è il motivo? Per quale ragione, nonostante non ce ne sia un bisogno chiaro, molti preferiscono chiamare e spendere dei soldi extra, per una cena che potrebbero tranquillamente realizzare con ciò che si ha già all’interno delle nostre abitazioni?

Un gruppo di esperti ha provato a fare chiarezza e a valutare con attenzione i motivi che ci spingono ad alzare il telefono e ad ordinare del cibo: anche quando potremmo farne volentieri a meno. Le spiegazioni possono essere tante: come detto, il numero di persone che, nonostante un frigorifero pieno, preferiscono scegliere del cibo d’asporto sono sempre di più. Una situazione che porta verdure e altri prodotti freschi a marcire  lentamente, non essendo utilizzati con frequenza. Solo raramente le famiglie riescono a preparare un pasto completo con gli ingredienti acquistati. Un gruppo di studiosi, non solo ha cercato di fare luce su questa tendenza, ma ha anche realizzato dei veri e propri profili legati alle persone che si affidano al cibo d’asporto.

Acquisti cibo d’asporto con il frigo pieno? Ecco a quali profili appartieni

A realizzare l’analisi sono stati gli esperti di VegOut, un portale che studia e analizza le tendenze alimentari delle famiglie. Il primo profilo realizzato è legato alle persone che hanno sviluppato una tendenza a non sottovalutare costantemente il tempo e lo sforzo, generalmente necessari per cucinare e preparare questi pasti. Di conseguenza, quando arriva il momento di cucinare, preferiscono ordinare cibo da asporto .

  • Il Pianificatore

Chi fa la spesa in grandi quantità ma poi lascia scadere i prodotti in frigorifero, di solito ha intenzione di consumarli in seguito . Non è che vogliano lasciare che il cibo marcisca in frigorifero; è che quando fanno la spesa, pensano davvero che lo useranno in futuro. Che si tratti di piatti misti o di semplici maccheroni al sugo, queste persone cadono vittima dell’errore di pianificazione

  • Colui che non riesce a decidere

Secondo gli esperti esistono anche delle persone che sperimentano una sorta di fatica decisionale in modo diverso rispetto al resto del mondo. Un adulto prende centinaia di decisioni diverse al giorno e ognuna di esse assorbe una percentuale della sua energia mentale. Decidere cosa ordinare da asporto non è la stessa cosa che decidere cosa cucinare quella sera. Le persone che ordinano spesso cibo da asporto prendono meno decisioni rispetto a coloro che cucinano il proprio cibo, ma quei minuti trascorsi a catalogare il cibo richiedono meno sforzo mentale .

Acquisti cibo d’asporto con il frigo pieno? Ecco a quali profili appartieni – cityrumors.it
  • Perfezionista e procrastinatore

Avere standard eccessivamente elevati in fatto di cibo può essere un problema quando si tratta di cucinare. Preparare un piatto che piaccia a tutti non è facile, e molti decidono di non provarci nemmeno, solo per avere qualcosa di gustoso per cena. Questa è una forma di procrastinazione che deriva da questi standard consolidati.

  • L’eterno indeciso

Le persone che fanno la spesa hanno un’energia diversa rispetto a quelle che poi realmente cucinano. O meglio: anche chi compra i cibi, spesso lo fa con una mentalità diversa rispetto a quando li cucina. Mentre una persona riempie il carrello, potrebbe pensare a tutto ciò che cucinerà in futuro e fare la spesa di conseguenza. Tuttavia, il giorno dopo, quella stessa persona può essere stanca e non avere voglia di cucinare , quindi finisce per ordinare cibo da asporto. E’ la classica dimostrazione di cambio di idee in base allo stato d’animo.

  • Chi si illude acquistando cibo sano

Acquistare cibo sano non significa necessariamente vivere una vita sana. Spesso si aggiungono frutta e verdura alla lista della spesa, pensando che avere un frigorifero pieno di cibi sani possa portare a uno stile di vita a basso contenuto di grassi. Tuttavia, la realtà è che questi alimenti non verranno mai consumati e, di conseguenza, non ci garantiranno una vita sana.

  • Il conforto emotivo nel cibo

Come accennato in precedenza, scegliere cosa cucinare richiede un notevole sforzo mentale rispetto a decidere cosa ordinare da asporto. Tuttavia, non si tratta solo dello sforzo richiesto, ma anche della sensazione di gratificazione che si prova liberandosi dal peso di dover cucinare inutilmente. Una ricompensa che senti di meritare.

Il succo del discorso è che molte persone  spesso vivono un conflitto interiore con i propri desideri . Da un lato, si sentono a loro agio nel supportare i ristoranti locali ordinando cibo a domicilio, ma dall’altro vorrebbero cucinare qualcosa da soli. C’è anche il problema di voler risparmiare e, al contempo, cercare la comodità. È un conflitto interiore più facile da ignorare che da risolvere. E che spesso porta alla soluzione più facile: far si che ci sia qualcuno che risolvi il problema per noi. Magari con una bella pizza o un panino con Hamburger.

Paolo Colantoni

Amo scrivere, raccontare e leggere. Adoro i film, le serie poliziesche e la musica. Ho cantato con Michael Jackson (ho le prove) e collaborato con testate nazionali (Libero, Corriere dello Sport, Tuttosport e Radio 101), regionali (Rsa, Radio Incontro Olympia, Teleroma 56), siti e riviste. Enzo Biagi diceva che il giornalista è un “testimone dei fatti”. Noi proviamo ad esserlo della realtà di oggi.

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