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Cronaca

La scienza spiega il vero movente dietro l’omicidio Cecchettin: Turetta non dice tutta la verità

L’omicidio di Giulia Cecchettin ritorna al centro del dibattito dopo la versione di Filippo Turetta. L’esperto: “Dietro le sue parole c’è una strategia”.

Lo scorso dicembre Filippo Turetta, il ragazzo che l’11 novembre 2023 ha ucciso l’ex fidanzata Giulia Cecchettin, ha raccontato la sua versione dei fatti al pm. Ora a distanza di diversi mesi la trasmissione Quarto Grado ha reso noto le parole del giovane e possiamo dire che ci sono molte cose che non convincono.

Cecchettin e Turetta in una foto – cityrumors.it – foto Ansa

Parole che sembrano sottolineare come Turetta abbia una strategia precisa: evitare una condanna molto grave. Ma, nonostante la decisione di raccontare tutto e confessare l’omicidio di Giulia, restano ancora molte ombre. Un passaggio che potrebbe portare la Procura a confermare le accuse contestate subito dopo il fermo.

L’esperto: “La strategia di Turetta è chiara”

Filippo Turetta – cityrumors.it – foto Ansa

Turetta al magistrato ha raccontato passo dopo passo cosa è successo quel tragico 11 novembre. Si è partiti dal giro al centro commerciale, poi si è passati al litigio, alla tremenda uccisione (“l’ho accoltellata guardandola negli occhi“), la fuga, il tentativo di suicidio e, infine, la decisione di confessare tutto dopo l’appello dei genitori in televisione.

Si è costruito la sua linea difensiva per evitare la premeditazione – dice ai microfoni di Notizie.com il criminologo Carmelo Lavorino – ora sta agli inquirenti, alla Procura e alle parti civili dimostrare che questa c’è stata”. L’esperto poi va ad analizzare nei dettagli il comportamento di Turetta: “Si è dimostrato un bambino crudele. In lui si è scatenato il drago interiore che non è riuscito a controllare. Dopo si è ripreso, ha capito l’enormità di quello che aveva fatto e sta cercando di limitare i danni“.

Lavorino: “La condanna è una sola”

Carmelo Lavorino – cityrumors.it – foto Facebook

Ora Lavorino si augura una cosa: “Basta buonismo. Ricordiamo che una persona è condannata alla pena e questo soggetto sconti la condanna che merita. Ha distrutto una vita umana, una famiglia oltre che naturalmente se stesso. I suoi difensori proveranno ad ottenere l’infermità mentale, ma siamo parlando di un soggetto che si sa gestire bene. Quindi ergastolo e chiudiamo qui il discorso“.

Francesco Spagnolo

Classe 1992, pubblicista dal 2015. Innamorato del giornalismo sin da piccolo, sono riuscito a trasformare questa passione in un lavoro. Scrivo per Notizie.com ormai da novembre 2021.

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