I corpi di tutti e quattro i sub italiani dispersi sono state localizzate nel terzo segmento della grotta presso il sito Cave Dive dell’Atollo Vaavu.
L’individuazione è stata possibile anche anche grazie tre soccorritori fondazione Dan Europe, specializzata in interventi di salvataggio e recupero subacquei, sono una donna e due uomini finlandesi: Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist.
Si tratta di subacquei tecnici e speleosub con una consolidata esperienza internazionale in missioni di search & recovery ad altissima complessità, incluse operazioni in ambienti profondi, ostruiti, confinati e ad alto rischio.
L’ingresso della prima grotta si trova a 50 metri di profondità: attraversandola, si arriva al secondo antro e dopo scendendo fino alla profondità di 60 metri, si arriva nella terza cavità. Sono stati individuati qui i corpi dei 4 sub italiani morti alle Maldive: Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri. Gianluca Benedetti, era stato recuperato venerdì. Le operazioni di recupero dalla grotta non sono ancora terminate. Pertanto, sono previste ulteriori immersioni per recuperare i corpi.
La sesta vittima – Le operazioni erano state sospesa dopo la morte del sergente maggiore Mohamed Mahudhy, uno dei sommozzatori più esperti della Guardia Costiera, a causa della decompressione mentre era impegnato nelle ricerche.
Le grotte di Alimatha, nell’atollo di Vaav, sono collegate tra loto e, fra tunnel e anfratti. Per poterle ammirare non basta la curiosità, ma serve una grande esperienza. Hanno avuto origine dalla dorsale vulcanica sommersa Chagos-Laccadive che risale a 66 milioni di anni fa e della quale le Maldive sono un affioramento.
Quando il vulcano è diventato dormiente e ha cominciato a sprofondare nell’oceano, sulla sua sommità sono cresciute barriere coralline che hanno continuato a svilupparsi per milioni di anni. Le stesse grotte di Alimatha si sono formate negli strati sovrapposti di frammenti di corallo, sabbia e conchiglie, modellate e scavate dall’erosione del mare e delle maree.
Dove dormono gli squali «Gli squali, che in genere non dormono mai, vadano a dormire lì”, dice Paolo Galli professore ordinario di Ecologia all’Università di Milano Bicocca e con una lunga esperienza di ricerca alle Maldive che conosceva bene Monica Montefalcone. «Lei studiava i coralli e raccoglieva le serie storiche delle Maldive, uno dei luoghi migliori per queste ricerche, considerando che i coralli sono in pericolo a causa dell’innalzamento della temperatura dell’acqua».
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