Una nuova frontiera del guadagno impazza in rete: fare soldi a palate grazie ai social network e alle sfide proposte: “Tutto è iniziato così…”
Un nuovo fenomeno internazionale si è sviluppato attraverso la rete ed ha portato i responsabili a far levitare in modo assurdo i propri guadagni. Siamo di fronte ad una frontiera legata a pubblicità, marketing e sviluppo economico. Mai, fino ad oggi, si era registrato un trend così in salita per una serie di prodotti: che hanno avuto il loro massimo sviluppo, attraverso la diffusione di contenuti online.

Internet e i social network sono entrati in modo dirompente nella nostra vita di tutti i giorni. Passiamo ore, spesso intere giornate, in rete: scrollando video, guardando foto, e appassionandoci a ciò che i creator propongono online. A volte si tratta di contenuti ironici, ma spesso di carattere commerciale o politico. Accalappiare voti, pubblicità o semplicemente l’attenzione di un vasto numero di persone, è diventato decisamente attraverso dei video postati in rete.
L’ultimo caso è eclatante. Un gruppo di produttori coreani ha iniziato a realizzare delle sfide su Tik Tok, proponendo un prodotto innovativo: un siero realizzato con la bava di lumaca: una sostanza appiccicosa che “diventerà una parte fondamentale della routine quotidiana”. Quella che sembrava una semplice sfida, è è diventata in poco tempo virale. L‘elasticità viscosa del prodotto è proprio la chiave del suo successo. Questo fenomeno ha permesso al produttore, la piccola etichetta sudcoreana CosRX, di espandersi a livello globale, venendo poi acquisita da Amorepacific, la più grande azienda di cosmetici del Paese.
Numeri da record e l’onda coreana
La rapida diffusione di quel siero appiccicoso dimostra quanto sia diventata incredibilmente vincente la K-beauty. Alimentata da contenuti e tendenze virali, è una delle industrie più grandi della Corea del Sud, dove la pressione per apparire quasi impeccabili è sempre stata enorme in una società altamente competitiva.

Solo il mercato interno è stato valutato circa 13 miliardi di dollari nel 2024, con vendite di alcuni prodotti che dovrebbero crescere a tassi a doppia cifra. Il resto del mondo è altrettanto ossessionato dalla K-beauty, il che non sorprende se si considera che fa parte dell’Hallyu, o “ondata coreana”, che ha reso il K-Pop e i K-drama un fenomeno globale. I marchi di K-beauty occupano ormai intere sezioni presso i rivenditori globali, da Sephora a Boots fino a Walmart. Nella prima metà del 2025, la Corea del Sud ha superato la Francia – culla della cosmesi moderna – diventando il secondo esportatore mondiale di prodotti di bellezza, dopo gli Stati Uniti.
Il ruolo dei social media
Cercando “Korean skincare” su TikTok, Instagram o YouTube, si viene travolti da una valanga di contenuti di influencer con centinaia di milioni di follower. Questi analizzano le liste degli ingredienti, filmano unboxing e registrano video “Get Ready With Me” basati su concetti come la “glass skin” (pelle di vetro), le maschere in tessuto e, naturalmente, la bava di lumaca. “Ci sono così tanti prodotti e marchi che spesso il consumatore è esposto a milioni di essi: è un mercato altamente saturo e competitivo”, ha affermato Liah Yoo, influencer di bellezza e fondatrice del marchio K-beauty Krave Beauty.

Al centro dell’ascesa della K-beauty c’è un ritmo di innovazione incessante. Nuove formulazioni appaiono ogni pochi mesi, spesso progettate per scatenare la prossima ossessione online. Routine di bellezza in dieci passaggi, “maschere d’acqua notturne” e ingredienti da titolo di giornale come lo sperma di salmone erano un tempo considerati di nicchia o poco attraenti. Oggi, molti sono elementi essenziali negli armadietti dei bagni da Londra a Los Angeles. Tuttavia, crescono le preoccupazioni sull’impatto sociale di questi ideali di bellezza, in particolare sui giovani. Gli esperti avvertono che la costante esposizione ai contenuti di skincare online può alimentare ansia e spese eccessive.





