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Pericolo terrorismo, clamorosa decisione sui mercatini di Natale

Una decisione inattesa presa dagli organizzatori dei mercatini di Natale. A poche settimane dalla partenza, arriva una scelta inaspettata

Il periodo più bello ed emozionante dell’anno rischia di trasformarsi in un vero e proprio incubo. Il pericolo legato a possibili attacchi terroristici ha spinto il Governo a prendere una decisione inattesa e sofferta: Saranno almeno due le città (nelle quali in passato si ritrovavano migliaia di turisti, pronti ad ammirare le luci e i classici borghi addobbati, a rinunciare ai mercatini di Natale.

Pericolo terrorismo, clamorosa decisione sui mercatini di Natale – cityrumors.it – Unsplash Foto

Una brutta notizia per i turisti e per i responsabili delle attività commerciali. Stavolta, alle tradizioni e ad un possibile (e significativo) guadagno, è stata preferita la sicurezza generale. L’emergenza e il richiamo delle autorità ad una  maggior sicurezza (resosi necessario alla luce degli ultimi eventi internazionali) ha portato gli organizzatori e i responsabili dell’ordine pubblico a prendere questa decisione sofferta.

Stop ai mercatini di Natale: il motivo e le reazioni

La Germania chiude le porte ai tradizionali e suggestivi mercatini di Natale. Ad Overath, una città di 27.000 abitanti nel Nord Reno-Vestfalia, le bancarelle intorno alla chiesa di Santa Valburga rimarranno chiuse quest’anno. L’associazione locale che organizza la festa ha deciso di bloccare tutte le solite organizzazioni. I costi per le misure antiterrorismo obbligatorie, come le pesanti barriere di cemento e il personale di sicurezza aggiuntivo, si sono dimostrati insostenibili per la cittadina tedesca ed hanno spinto le autorità cittadine a dire stop. 

Stop ai mercatini di Natale: il motivo e le reazioni – cityrumors.it – Unsplash foto

Da un anno e mezzo gli organizzatori delle luminarie e dei mercatini, avevano ingaggiato una serrata trattativa con il governo cittadino. L’obiettivo era di limitare gli eccessivi costi per le misure di sicurezza imposte dal governo centrale. Ma non c’è stata (almeno al momento) nessuna possibilità di ottenere uno spiraglio. Alla luce di questa situazione, la città ha detto stop ai mercatini. E non sarà la sola a prendere questo tipo di decisione. Overath non è infatti il solo caso. A Kerpen (26.000 abitanti), sempre nella Renania Settentrionale-Vestfalia, anche il tradizionale mercatino di Natale di Stiftsplatz sta scomparendo. “Ci è stato detto che dovevamo sigillare ermeticamente la piazza. Allo stesso tempo, non riceviamo alcun sostegno e dobbiamo sborsare tutto noi”, si lamenta René Hövel, uno degli organizzatori dei tradizionali mercatini, in un comunicato firmato dall’intera cittadinanza. Secondo gli organizzatori, il piano sicurezza si è rivelato finanziariamente irrealizzabile. L’alternativa è un “Genussmarkt” più modesto, in un’area più piccola e più facilmente sorvegliata.

Le scelte sulla sicurezza e i costi eccessivi che spingono gli organizzatori al forfait

Il dibattito sulla sicurezza durante i grandi eventi pubblici infuria da anni in Germania, dove il trauma è profondo. Gli attacchi ai mercatini di Natale di Berlino (2016) e Magdeburgo (2024) – che complessivamente causarono 19 vittime – portarono a misure di sicurezza pesantissime. Il recente attacco con coltello a Solingen, a due passi dalle città ora colpite, ha ulteriormente acuito le tensioni.

Le scelte sulla sicurezza e i costi eccessivi che spingono gli organizzatori al forfait – cityrumors.it – Unsplash foto

Il timore di un ripetersi degli eventi terroristici sta facendo sentire i suoi effetti. A Bonn, il festival autunnale è stato annullato all’inizio di quest’anno perché la città ha ritenuto inadeguato il piano antiterrorismo dell’organizzazione. “Un mercatino senza un’adeguata sicurezza non è un’opzione per noi”, hanno dichiarato. Sebbene la Germania abbia ancora oltre 2.000 mercatini di Natale, queste prime cancellazioni dimostrano che la sicurezza sta diventando un onere sempre più oneroso. Si teme che seguiranno altre cancellazioni.

Paolo Colantoni

Amo scrivere, raccontare e leggere. Adoro i film, le serie poliziesche e la musica. Ho cantato con Michael Jackson (ho le prove) e collaborato con testate nazionali (Libero, Corriere dello Sport, Tuttosport e Radio 101), regionali (Rsa, Radio Incontro Olympia, Teleroma 56), siti e riviste. Enzo Biagi diceva che il giornalista è un “testimone dei fatti”. Noi proviamo ad esserlo della realtà di oggi.

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