Hanno cercato di impedire agli agenti di entrare in casa, gli occupanti delle 36 case del Parco Verde di Caivano. Il punto della situazione
Sono entrati in assetto antisommossa gli agenti delle Forze dell’Ordine intervenuti per lo sgombero dei 36 appartamenti occupati abusivamente al Parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli. Nonostante ciò, però, chi ci viveva dentro ha tentato il tutto per tutto per cercare di ostacolare lo sgombero: “Jatevenne” urlavano dai balconi, intimando gli agenti di andarsene. La procedura, però, è stata completata.
Lo sgombero delle 36 case di Parco Verde, richiesta dalla Procura di Napoli Nord, è solo una prima parte di un più ampio progetto di contrasto all’occupazione abusiva. I magistrati al lavoro sul caso, infatti, hanno individuato altre 240 situazioni simili meritevoli di attenzione, che coinvolgono in tutto 419 persone: ecco chi viveva in quelle 36 case e com’è andato lo sgombero.
Le operazioni di sgombero sono iniziate dando precedenza ai nuclei famigliari ritenuti vicini a realtà criminali locali. Il Parco Verde, quindi, è stato suddiviso in varie zone di competenza, assegnate a loro volta ad agenti dell’Arma, della Finanza o della Polizia. Presenti sul posto anche i mezzi dell’Esercito, pronti ad intervenire in caso di necessità: l’operazione, infatti, è ingente e non a caso ha attirato gli sguardi anche degli studenti dell’Istituto Morano, che si affaccia proprio sulle case occupate abusivamente.
La prima casa ad essere sgomberata è quella situata al primo piano rialzato dell’edificio A1/4, ma la famiglia che ci vive non ha alcuna intenzione di uscire: “Abbiamo bambini, dove andiamo?” chiedono alcune donne, uscite sul balcone di casa a fumare. Alle finestre delle case occupate abusivamente ci sono soprattutto donne e bambini e, dopo le fasi iniziali caratterizzate da proteste silenziose e apparentemente calme, un urlo squarcia il silenzio.
“Vi devono ammazzare tutti, siete dei bastardi!” urla una donna dal balcone di casa sua, una di quelle occupate abusivamente che quindi presto dovrà lasciare. Parla in dialetto napoletano e si rivolge ovviamente agli agenti che, però, nonostante gli insulti e le resistenze procedono nel loro lavoro di sgombero.
A commentare l’operazione anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che la definisce “un’operazione di legalità” e che specifica che, al momento, sono state sgomberate solo le abitazioni occupate da persone con gravi problemi con la legge e la giustizia.
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