Sovraffollamento carceri, Cedu pronta a intervenire: il motivo

Una situazione sempre più grave e allarmante. Il mondo politico in subbuglio, Rita Bernardini al 19/esimo giorno di sciopero

C’è chi sottovaluta e non ci pensa, ma c’è chi invece è pronto a intervenire. E se lo fa con tutti i crismi e i criteri, per l’Italia non è una bella cosa anzi sarebbe la situazione più paradossale e imbarazzante per il Governo che aveva davanti la soluzione ma ha preferito attendere. Ma la situazione legata al sovraffollamento continua a crescere costantemente e e a preoccupare. E il Cedu, la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, sta monitorando da mesi e potrebbe intervenire improvvisamente.

Un momento di confusione nel carcere di Poggioreale
Sovraffollamento carceri, Cedu pronta a intervenire: il motivo (Ansa Foto) Cityrumors.it

Qualche avvertimento pare che sia arrivato in questo ultimo anno, ma il Governo e soprattutto il Ministro della Giustizia Nordio ha forse sottovalutato (eufemismo) il problema con dichiarazioni che hanno lasciato di stucco, come quelle relative ai dati legati ai suicidi che, riferiti al mese di agosto, sono e restano nove, ma per il ministro sono sette e questo perché due detenuti, che si sono impiccati in carcere, non sono morti all’interno del penitenziario, ma all’ospedale, quindi non sarebbe stati conteggiati.

Una situazione ai confini della realtà, con più di qualche politico, solo pochi per la verità, che hanno rilasciato dichiarazioni molto forti, proprio legate a chi dovrebbe trovare soluzioni “ma ha preferito rimandare a dopo le ferie e non considerare grave e di piena emergenza” quello che sta accadendo all’interno delle case circondariali. “Sono al 19/esimo giorno di sciopero e aspetto tutti quelli che avevano detto di voler trovare le soluzioni ma qui la situazione e le condizioni all’interno degli istituti penitenziari, non fa che peggiorare di giorno in giorno”, dice con estrema amarezza l’attivista radicale ed ex parlamentare Rita Bernardini.

La Corte Europea condannò l’Italia nel 2013

Ad intervenire anche l’ex Sindaco Gianni Alemanno che al 236/esimo giorno di carcere nel suo consueto diario scrive senza peli sula lingua che “le ultime cifre parlano di un sovraffollamento del 134,3%, ma in realtà siamo ormai vicini al 140% e quindi ai richiami formali e alle procedure d’infrazione della CEDU (Corte europea dei Diritti dell’Uomo). L’ultima volta che la CEDU ha condannato lo Stato italiano è stato nel 2013 con la “sentenza Torreggiani” quando il sovraffollamento era circa al 145%.

Il Governo dell’epoca fu così costretto ad approvare dei decreti legge che consentivano la “liberazione anticipata speciale” di 75 giorni ogni sei mesi scontati in “buona condotta” (normalmente questo sconto di pena è di 45 giorni), ottenendo una riduzione delle persone detenute di circa 16.000 unità, lo stesso numero del sovraffollamento di oggi.

L'attivista radicale Rita Bernardini durante una manifestazione
La Corte Europea condannò l’Italia nel 2013 (Ansa Foto) Cityrumors.it

Questa coincidenza di numeri ha portato il Ministro Nordio a fare uno di quei ragionamenti “a pera” che lo hanno reso famoso. L’internato Ministro dice infatti che i provvedimenti per ridurre il sovraffollamento sono inutili, perché nel giro di qualche anno il numero dei detenuti ritorna ad essere lo stesso. Non gli sfiora l’idea che se non fossero stati approvati quei provvedimenti, oggi saremmo in una situazione ancora più catastrofica.

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