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Cronaca

Telegram, la replica durissima di Durov dopo l’arresto

Il fondatore del noto servizio di messaggistica istantanea ha detto la sua dopo quando accaduto all’aeroporto francese di Le Bourget

Dopo l’arresto avvenuto lo scorso giovedì, il fondatore di Telegram, Pavel Durov, ha attaccato il governo francese per la sua decisione. Catturato domenica scorsa all’aeroporto di Le Bourget, vicino Parigi, domenica scorsa è stato rilasciato su cauzione per 5 milioni di euro.

Rinviato a giudizio, sarà costretto però a presentarsi due volte a settimana presso una stazione di polizia francese, visto il divieto di lanciare il Paese. Sul proprio canale Telegram, Durov ha definito “sorprendente” l’accusa di esser stato ritenuto colpevole e di dover pagare per crimini commessi da terze persone. Su di lui gravano 12 capi d’imputazione, alcuni di questi particolarmente pesanti.

Il fondatore di Telegram Durov ha parlato dopo l’arrresto in Francia (Ansa) – Cityrumors.it

Si parte dalla complicità con la criminalità organizzata per l’uso di una piattaforma che permette transazioni illegali, alla complicità nel possesso di immagini pedopornografiche, così come quelle di aver agevolato altre attività illegali come il riciclaggio, il traffico di stupefacenti, hackeraggi.

Una situazione che descrive Telegram come un porto di criminali, ma che non corrisponde alla realtà. Da anni, infatti, Telegram funge da alternativa a Whatsapp e si rivela utile e convenienti per comodità come il passaggio di immagini o video, che permette di mantenerne intatta la qualità. Eppure, effettivamente questa ha avuto anche dei ruoli chiave durante le guerre per la diffusione di informazioni alternative.

La risposta del fondatore di Telegram

Il miliardario di 39 anni dopo aver espresso la propria sorpresa, ha insistito su questa linea nel proprio comunicato pubblicato nelle scorse ore su Telegram: “Utilizzare le leggi dell’era pre-smartphone per accusare un amministratore delegato di crimini commessi da terzi sulla piattaforma che gestisce è un approccio fuorviante”.

Il messaggio di Durov continua poi con una denuncia contro le affermazioni che hanno etichettato l’applicazione di messaggistica come: “Una sorta di paradiso anarchico”. L’imputato le ha definite come “assolutamente false”, sostenendo come quotidianamente vengono rimossi: “Milioni di messaggi e canali dannosi ogni giorno”.

Manifestazione fuori dal tribunale dove è stato giudicato Durov (Ansa) – Cityrumors.it

Durov, inoltre, non ha escluso – e anzi ha confermato – il fatto che il crescente numero di utenti che, ormai ha superato i 950 milioni di utenti: “Causa disagi crescenti che rendono più facile per i criminali abusare della nostra piattaforma”.

Poi aggiunge: “Per questo mi sono posto come obiettivo personale di assicurare che le cose da questo punto di vista migliorino. Ci stiamo occupando dall’interno”, ha spiegato, prima di insistere e garantire che il suo obiettivo e la sua speranza è quella di rendere in futuro i sistemi di Telegram: “Più sicuri e più forti”.

Marco Ercole

Giornalista, scrittore, amante della lettura. Mi piace scrivere di ogni cosa, diversificare gli interessi, ma tendenzialmente mi occupo di sport da 20 anni, collaborando anche con Repubblica, FOXSports, Corriere dello Sport, Tuttosport, Il Millimetro e molto altro ancora.

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