Sembra di essere all’interno di Mario Kart, uno dei giochi più amati da grandi e ragazzi, ma la differenza è che tutti i protagonisti corrono su delle sedie a rotelle
Si chiama Silvio Binca, ha 26 anni ed è di Lucca e, nonostante una disabilità quasi totale che lo costringe su una carrozzina fin da piccolo, non si è certo arreso, anzi, grazie agli studi fatti in informatica, alle esperienze in digital marketing, in finanza aziendale e programmazione, ha creato il primo videogioco competitivo con protagonisti in sedia a rotelle, con l’obiettivo di abbattere barriere e favorire l’inclusione attraverso il divertimento condiviso.

Desminopatia. Aveva quattro anni quando Silvio ricevette il verdetto dai medici di Pavia, a cui i genitori si erano rivolti dopo averne notato le iniziali difficoltà a camminare. A 13 anni fu costretto a sedersi su una carrozzina proprio per la degenerazione di questa malattia muscolo-scheletrica genetica rara, che però non ha assolutamente fermato la sua voglia di vivere, di imparare e di provare ad aiutare le associazioni che si occupano di casi come il suo.
Una vita quasi impossibile non lo ha fatto arrendere
Avete presente Mario Kart, uno dei videogiochi più popolari per gli appassionati di videogame? Quel gioco dove tutti i vari personaggi si sfidano in gare di velocità su vati terreni, superando ostacoli di varia natura? Ecco, pensate a un videogioco simile, soltanto che tutti i personaggi che partecipano sono su delle sedie a rotelle. Questa la particolare, ma straordinaria idea che Silvio Binca ha avuto per cercare di raccogliere fondi e sensibilizzare più persone per abbattere tutte le barriere, favorendo così il divertimento condiviso e alla portata di tutti.
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Silvio oggi ha 26 anni ed è costretto su una sedia a rotelle fin dalla più tenera età, dopo aver scoperto di avere la desminopatia, una rarissima malattia neurodegenerativa dell’apparato muscolo-scheletrico, che colpisce in media una persona su un milione e di cui sono noti appena sessanta casi al mondo. Una malattia terribile che prima di impedisce di camminare, poi lentamente, ma inesorabilmente ti spegne le altre funzioni motorie aggiungendo difficoltà respiratorie. Ma quello che non ha “spento” in Silvio è stata la voglia di imparare, di conoscere e di vivere!
Un videogame per aiutare la disabilità
Si chiama “handYcapped” il progetto che unisce inclusione e videogame, ideato, creato e pubblicato grazie alle sue capacità e abilità dopo gli studi in informatica e le varie esperienze in programmazione e digital marketing. Il nome racchiude un particolare gioco di significati che il ragazzo ha spiegato bene in un’intervista sui quotidiani in edicola oggi: “Handy” vuol dire anche “abile”, e la Y e la T maiuscole rimandano al “Thank you” del mondo dei videogiochi”. Idee insomma chiarissime che hanno coinvolto nel progetto, oltre alla famiglia e alla fidanzata, anche tanti amici e conoscenti che stanno aiutando Silvio fin dal 2023, quando ha fondato l’associazione solidale The handYcapped, con cui ha già raccolto oltre 20mila euro a favore della ricerca sulle malattie rare.

Il videogioco nasce proprio nel tentativo di allargare anche l’interesse ad altre fasce d’età, perchè la disabilità purtroppo colpisce un numero sempre crescente soprattutto di giovani, che non devono sentirsi ghettizzati da quello che il destino già ha riservato loro. “La gente ci guarda come fossimo bestie rare, ma non sa che abbiamo superpoteri nascosti. Se la vita ti dà limoni, impari a fare la limonata”, racconta ancora Silvio che proprio sulla propria pelle ha imparato a non arrendersi e a guardare sempre con il sorriso al domani. E un videogioco che simula la vita di una persona in carrozzina permette ai giocatori di comprendere più a fondo le sfide quotidiane che queste persone affrontano, ecco la forza dirompente dell’idea lanciata da Silvio.