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Cronaca

Unifil cosa è e a cosa serve e perché l’Idf gli spara contro

E’ stata fondata e istituita dalle Nazioni Unite nel 1978 e inserita dal punto di vista operativo al confine fra Israele e Libano

Israele ha preso di mira l’UNIFIL e sta succedendo il putiferio. Dal nulla e quasi senza motivo, l’Idf, l’esercito israeliano, sta attaccando in maniera mirata gli operatori militari e di pace dell’Onu. Errore? Non proprio, l’Idf può sbagliare una volta, non in maniera sistematica.

Unifil reparto delle Nazioni Unite che opera al confine tra il Libano e Israele (Ansa Foto) Cityrumors.it

Ad ogni modo è una situazione che va avanti e crea sempre più tensione, anche se tanti in questi giorni, oltre a quello che sta succedendo, si stanno chiedendo cosa sia UNIFIL in effetti e soprattutto a cosa serve e perché è lì, proprio in quella zona. Tutte domande lecite, anche se in un momento del genere così critico e così pieno di guerre, sapere cosa sia e a cosa serve l’UNIFIL, è una cosa che si dovrebbe sapere.

Innanzitutto, UNIFIL in inglese è l’acronimo di United Nations Interim Force in Lebanon, ovvero la Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite, è lì da 46 anni, è stata fondata e istituita nel 1978 ed è una delle più longeve missioni di pace che porta avanti l’ONU. E’ un reparto operativo vero e proprio che ha garantito la tranquillità per ben 18 anni tra Israele e Libano. E’ altrettanto vero che non è la prima volta che accade una cosa del genere, anche se in altre circostanze si è trattato di veri errori e non di cose mirate come stanno accadendo da giorni.

Da non trascurare che UNIFIL in Libano può contare su un contingente di più di 10mila soldati e all’interno dello stesso reparto ci sono soldati che provengono da 50 paesi diversi, a questi vanno considerati i circa 750 civili di nazionalità libanese ma anche di altre nazionalità come inglesi, italiani, tedeschi e francesi soprattutto che lavorano all’interno delle basi.

Perché è lì da 46 anni Unifil

Per una questione di opportunità storica allo stato attuale l’Indonesia è il paese con il contingente più numeroso, anche perché ci sono oltre 1.200 soldati, ma subito dopo c’è il contingente italiano che ne ha mille circa e da considerare che il portavoce dell’intera missione è italiano e si chiama Andrea Tenenti, ed è un operatore Onu.

La storia di UNIFIL è abbastanza semplice, fu istituita dopo l’invasione d’Israele in Libano nel 1978 e occupò un’area profonda circa 20 chilometri dal confine, fino al fiume Leonte. L’esercito israeliano decise di invadere il Libano per una ritorsione contro gli attacchi terroristici all’interno del paese israeliano organizzati dall’Olp, l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina .

L’Unifil è al confine tra Libano e Israele da 46 anni e garantisce che ci sia la pace (Ansa Foto) Cityrumors.it

Anche in quella circostanza, Israele passò impunito ogni cosa, anche se qualche giorno dopo il Consiglio di sicurezza dell’ONU decise di approvare la risoluzione 425: o Israele lasciava immediatamente quei territori occupati oppure avrebbe avuto conseguenze armate da parte delle Nazioni Unite ed è grazie a questa risoluzione che venne istituita Unifil che coordinò il ritiro delle truppe dell’Idf, tanto che il mandato iniziale dell’UNIFIL era di “confermare il ritiro di Israele dal sud del Libano” e di ripristinare la pace e la sicurezza. E lì in quelle aree è rimasto fino ad oggi.

Negli anni successivi Israele, come al suo solito, incurante delle disposizioni e delle risoluzioni firmate dallo stesso Stato ebraico, rientrò in Libano più volte, occupandone anche una buona parte per diversi anni, fino a che non si ritirò definitivamente nel 2000.

Ora ci risiamo, almeno nella tensione, e uno dei motivi di quegli spari è che qualcuno all’interno dell’Idf non abbia mai digerito che quelle truppe internazionali si trovassero in quella zona e in qualche modo cercassero una maniera per cercare lo scontro e avere un modo per entrare di nuovo in Libano. Questo sarebbe il vero motivo per cui sarebbero cominciati gli spari. E chi si stupisce, fa male.

Daniele Magliocchetti

Lo so, è un sogno un po' bizzarro, ma da piccolo sognavo di fare l'inviato di guerra, mi perdevo nei racconti di Ettore Mo, meraviglioso inviato del CorSera, su questa scia sono diventato un giornalista, meglio dire cronista (esistono solo le notizie), scrivendo e raccontando sport (principalmente), ma anche cronaca e politica per Ultime Notizie, Ansa, Repubblica e Messaggero, cartaceo e on line, contestualmente facevo (e faccio) anche radio passando per Radio Incontro, Radio Globo, Radio Sei, Radio Incontro Olympia ora solo Radio Olympia. Da sempre curioso del mondo e di chi ne fa parte.

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