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Economia

Acquisti online, batosta per i consumatori: dal 2026 la nuova tassa sugli ordini

Gli acquisti online avranno una nuova tassa dal 2026. Una bella batosta per milioni di consumatori abituati a fare ordini: ecco le novità da sapere.

Sono sempre più numerose le persone che decidono di fare acquisti online. È un metodo semplice e comodo, che dà ai consumatori la possibilità di scegliere vasti prodotti a prezzi spesso competitivi, con la possibilità di leggere i commenti e le esperienze delle altre persone. Non stupisce, dunque, che l’e-commerce ha avuto una crescita incredibile negli ultimi anni.

Acquisti online, batosta per i consumatori: dal 2026 la nuova tassa sugli ordini – cityrumors.it

Come abbia detto, dunque, sono i motivi per cui le persone preferiscono acquistare prodotti attraverso piattaforme sul web che offrono servizi personalizzati e consegne rapide. Tuttavia, per i consumatori ci sono brutte notizie. Il governo e la maggioranza hanno introdotto un emendamento nella Legge di Bilancio 2026 che va a colpire proprio chi acquista online, decidendo di inserire una nuova tassa sui pacchi che verrà applicata ad alcune spedizioni, sia in arrivo che in partenza. Andiamo a vedere nel dettaglio in che cosa consiste questa novità e in che modo colpirà gli italiani.

Nuova tassa sugli acquisti online nel 2026: ecco che cosa cambia per gli italiani

L’obiettivo del governo era inizialmente  colpire solo le spedizioni che arrivano da piattaforme extra-europee come Shein e Temu, che in questi anni hanno inviato milioni di micro-pacchi in ogni paese europeo sfruttando l’esenzione dai dazi sotto i canonici 150 euro. L’esecutivo spera di assicurarsi in questo modo un introito fiscale su un traffico di merci che al momento è privo di imposte.

Nuova tassa sugli acquisti online nel 2026: ecco che cosa cambia per gli italiani – cityrumors.it

Un modo per frenare le piattaforme di moda, abbigliamento e altri prodotti che da anni sono una diretta concorrenza alle nostra aziende, offrendo prodotti a prezzi calmierati. Per evitare che la tassa sia illegittima, il contributo scelto non sarà un dazio (perché di competenza esclusiva dell’UE) ma sarà una tassa nazionale sui pacchi che verrà applicata a tutte le spedizioni, al di là dell’origine.

Il testo della norma parla di “contributo alla copertura delle spese amministrative correlate agli adempimenti doganali relativi alle spedizioni di modico valore”. Per non avere problemi con Bruxelles, la tassa potrebbe essere applicata a spedizioni provenienti dall’esterno dell’UE e anche a quelli all’interno dell’Italia. Una misura che colpirà sia piattaforme extra-UE (come Shein e Temu) che marketplace europei e italiani (come Amazon, eBay e Zalando).

Dunque, la tassa sarà di 2 euro su pacchi sotto i 150 euro. Una misura che potrebbe danneggiare i consumatori finali, visto che ci potrebbe essere il rischio serio di un aumento dei prezzi per gli acquirenti italiani. Al momento non vi è ancora ufficialità e la misura è attualmente in discussione, visto che la Manovra deve completare l’iter parlamentere, ma se verrà approvata entrerà in vigore dal 1° gennaio 2026.

Isabella

Classe 1993. Ha una laurea magistrale in Studi Politici e Internazionali e un Master in Comunicazione. Offre una lente d’ingrandimento sulla società attraverso uno sguardo sulla società: dall’economia alla politica, senza tralasciare il gossip. Ama il cinema e la musica, arti che hanno sempre sciolto quesiti latenti.

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